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L’Intelligenza Artificiale capisce quando il neurochirurgo è preparato ad operare

Con l'intelligenza artificiale si possono dare giudizi ai neurochirurghi e grazie alla realtà virtuale si possono simulare interventi in piena sicurezza.

Salute
Pubblicato il 6 agosto 2019, alle ore 10:16

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L’Intelligenza Artificiale capisce quando il neurochirurgo è preparato ad operare

Alcuni ricercatori hanno raccolto circa 50 professionisti nell’ambito della neurochirurgia che si dividono in neurochirurghi, studenti, senior e junior. I partecipanti hanno preso parte a 250 operazioni chirurgiche volte ad asportare parti biologiche di un tumore. Questo tipo di intervento si chiama resezione.

La novità, però, sta nel fatto che sono stati utilizzati dei dispositivi per la realtà virtuale, chiamati NeuroVR. Questa nuova tecnologia proviene dal National Research Council del Canada e sono stati monitorati tutti i movimenti con un intervallo di 20 millisecondi tra due registrazioni successive.

Intelligenza artificiale per comprendere se il chirurgo è pronto

I dati raccolti in questi frangenti hanno consentito di sfruttare il machine learning, cioè la fase di apprendimento delle macchine, per valutare come se fossero professori le performance di ogni partecipante. Ad esempio sono stati raccolti dati sulla posizione dei vari strumenti usati e la forza tenuta da ogni neurochirurgo.

Non solo, ma è stata analizzata anche la percentuale del tumore rimosso e le perdite di sangue verificate successivamente. La precisione dei risultati emessi dall’intelligenza artificiale è stata pari al 90%. Significa che 9 potenziali neurochirurghi su 10 sono stati valutati correttamente dalla tecnologia all’avanguardia.

Al momento, la migliore macchina che esiste può valutare questi risultati analizzando solo 6 parametri. Il risultato ottenuto dimostra che in teoria sarebbe possibile affiancare i tirocinanti con dei tutori “non umani” sostenuti dalla famosa intelligenza artificiale. Inoltre, con l’ausilio della realtà virtuale è possibile simulare gli interventi prima di far mettere le mani su dei pazienti in carne ed ossa, potendo prevenire e scongiurare quanti più rischi è possibile per la salute di questi ultimi. In questo modo, dunque, sono ridotti al minimo gli errori da parte degli istruttori durante le operazioni. Sono tante le università nel mondo che sostengono questo tipo di progetto che sicuramente troverà spazio nella chirurgia moderna.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - La tecnologia e la medicina per fortuna vanno di pari passo: se si trovano delle migliorie in un campo, automaticamente nascono nuove soluzioni anche nell'altro ambiente ed è così che in pochi anni gli interventi chirurgici sono diventati molto più sicuri e decisamente di migliore qualità. Non vedo l'ora che questo sistema venga introdotto ufficialmente tra i tirocinanti.

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