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L’inquinamento lascia pesanti tracce nel cervello umano

Uno studio pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences parla di tracce altamente tossiche che vengono rilasciate nel cervello umano a causa del grave inquinamento che affligge le nostre città.

Salute
Pubblicato il 7 settembre 2016, alle ore 19:47

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L’inquinamento lascia pesanti tracce nel cervello umano

Per chi abita le nostre città, le aree metropolitane più densamente abitate, giunge una notizia che di certo non farà molto piacere a chi vive in queste zone: l’inquinamento rilascia scorie tossiche di ogni tipo, persino tracce magnetiche, nel nostro cervello.

Lo studio è stato pubblicato su Proceedings of the National Academy of Sciences, il quale riporta i dati registrati dall’università di Lancaster, del Regno Unito: in questo studio viene evidenziato in modo particolare che alte concentrazioni di magnetite vengono rilasciate nel nostro cervello: la magnetite è un ossido molto pesante e cancerogeno, che viene liberato nell’area nelle zone ad alto tasso di industrializzazione. In questo studio si è preso in esame in modo particolare un campione di 37 persone decedute di fasce di età molto diverse, che vanno dai 3 agli 85 anni di età: questi decessi provengono da città fortemente industrializzate, come Manchester, in Inghilterra, e Città del Messico, la capitale messicana.

Nel cervello di questi morti, deceduti a causa dell’inquinamento, sono stati registrare milioni di nanoparticelle di magnetite e di altri elementi tossici, quantità impressionanti, considerando in particolare un fatto: la magnetite è una sostanza bioreattiva, cioè interagisce nei meccanismi biologici del corpo umano, anche quelli in ambito cerebrale: per questo vivere in zone fortemente ricche di industrie risulta malsano e poco benefico per il cervello umano.

Queste sostanza spazzatura destano ancor maggior preoccupazione a causa dei loro effetti sul cervello, perchè le concentrazioni di magnetite e di tutti gli altri inquinanti sono stati trovati nel cervello dei malati di Alzheimer, lasciando comprendere quanto siano pericolose queste sostanze e quali danni possano arrecare, specialmente nell’ambito delle malattie neurodegenerative.

Lo studio è però solo nella fase iniziale e per ora risulta difficile dimostrare un collegamento fra la malattia dell’Alzheimer e le particelle di magnetite nocive per il cervello: potrebbe trattarsi solamente di una casualità o di una concausa, ma questo fa comprendere quanto sia pericoloso per il nostro cervello vivere in aree fortemente urbanizzate.

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Cosa ne pensa l’autore
Claudio Bosisio

Claudio Bosisio - Il pericolo di vivere in aree fortemente industrializzate è stato sempre evidenziato, ma la formazione di milioni di nanoparticelle di magnetite nel nostro cervello evidenzia ancora di più il rischio che si corre respirando l'aria malsana delle nostre città: uno studio dell'Università di Lancaster sta cercando di mettere in evidenza le correlazioni tra la presenza di queste particelle dannose nel nostro cervello e lo svilupparsi di malattie neurodegenerative, come il morbo di Alzheimer: questo studio è ancora in una fase iniziale, ma sta procedendo a passi spediti verso delle conclusioni che possono risultare devastanti.

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