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L’inquinamento danneggia il DNA di bambini e adolescenti

Un’équipe di scienziati dell’Università della California ha scoperto che l’inquinamento diminuisce la lunghezza dei telomeri di bambini e adolescenti; come diretta conseguenza viene danneggiata anche la struttura del loro DNA.

Salute
Pubblicato il 27 maggio 2017, alle ore 18:42

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L’inquinamento danneggia il DNA di bambini e adolescenti

Grazie ad un un articolo recentemente pubblicato sulla rivista “Journal of Occupational and Environmental Medicine” è stato possibile apprendere dell’esistenza di una correlazione tra inquinamento e la riduzione dei telomeri dei bambini e degli adolescenti.

Per sostenere questa conclusione ci si è avvalsi degli esiti di una ricerca condotta da un team di ricercatori dell’Università della California. Secondo questi ultimi, l’inquinamento atmosferico causa un particolare danno al DNA dei più piccoli: accorcia la lunghezza dei telomeri, la parte terminale dei cromosomi.

I telomeri altro non sono che delle regioni periferiche di un cromosoma atto a proteggerlo dal deterioramento e dalla fusione con i cromosomi contigui. La loro mancanza renderebbe impossibile preservare le informazioni genetiche durante la duplicazione dei cromosomi stessi.

Il loro ruolo non è quindi di poco conto, ed è per questa ragione che una notizia del genere non può che destare le dovute preoccupazioni. Lo studio ha tenuto conto di un campione di giovani sia asmatici che non; tutti erano comunque residenti a Fresno, località della California nonché seconda città più inquinata degli Stati Uniti.

Per i ricercatori, responsabili di questa mutazione sarebbero gli idrocarburi policiclici aromatici emessi nell’atmosfera dai veicoli a motore. L’accorciamento dei telomeri è connesso anche ad altri fattori come per esempio l’invecchiamento, fenomeno fisiologico che per ragioni d’età non interesserebbe bambini e teenager.

Per John R. Balmes, uno degli autori della ricerca, gli studi preliminari forniscono un primo riscontro su quelle che sono le conseguenze legate all’esposizione all’inquinamento. Ma devono anche far intendere che nei soggetti più giovani esistono dei sistemi di regolazione dei telomeri differenti rispetto a quelli degli adulti. Questa mutazione apre inevitabilmente le porte ad un ulteriore e doveroso approfondimento scientifico.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Quanto scoperto dal team di ricercatori dell’Università della California ci fa comprendere quale sia l’impatto dell’inquinamento sul nostro organismo. A quanto pare i più vulnerabili sembrano essere i più piccoli. Bisogna però capire se la riduzione della lunghezza dei telomeri è duratura oppure temporanea. In secondo luogo bisogna capire quali saranno le conseguenze sul lungo periodo di tali modifiche. Da qui si apre un’autostrada che la ricerca non potrà non percorrere per arrivare a formulare le dovute risposte.

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