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LifeHand 2: una scoperta e un trionfo italiano sono la prima mano artificiale innovativa

LifeHand 2 è il primo arto artificiale, per cui una mano bionica che è in grado di avvertire e riconoscere la consistenza e l’entità dei materiali toccati. È un progetto e un’invenzione italiana

Salute
Pubblicato il 6 febbraio 2014, alle ore 17:29

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LifeHand 2: una scoperta e un trionfo italiano sono la prima mano artificiale innovativa

Il Campus Bio-Medico di Roma ha presentato e divulgato la nuova scoperta di medicina e ingegneria, è una protesi, una mano artificiale cui è stato assegnato il nome di Life Hand 2.

L’arto artificiale è stato testato con esito positivo su un giovane proveniente dalla Danimarca che anni fa era stato sottoposto all’amputazione della mano sinistra in seguito ad un incidente con i fuochi d’artificio. Life Hand 2 riesce a riconoscere le cose, gli oggetti con una percezione simile alla sensazione tattile, consentendo ai pazienti che la usano di controllare gli oggetti con la giusta energia e gli fa riconoscere il formato e la consistenza, cioè che sia morbido oppure duro degli oggetti che si toccano anche non guardandoli, quindi usando soltanto la sensazione del tatto, infatti, la prova è stata fatta su un paziente che aveva una mascherina sugli occhi.

Un gruppo qualificato di chirurghi e di neurologi, consigliati da Paolo Maria Rossini, ha installato gli elettrodi trans neuronali dentro dei nervi ulnari e mediani del braccio sinistro del paziente. In seguito a 19 giorni di test preparatori, Silvestro Micera e la sua équipe hanno allacciato la loro protesi agli elettrodi e l’esperimento è riuscito durante i test.

Il progetto è stato sovvenzionato dall’Unione Europea e dal ministero della Salute italiano, LifeHand 2 è la continuazione di un proposito di studio che 5 anni fa produsse la realizzazione dell’arto artificiale CyberHand, una variante poco sviluppata di quest’ultima scoperta. Life Hand 2 è stata elaborata da specialisti e bioingegneri dell’Università Cattolica-Policlinico Agostino Gemelli di Roma, dell’Università Campus Bio-Medico di Roma, della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa e dell’IRCSS San Raffaele di Roma. Fanno parte del gruppo di analisi anche due Centri stranieri: l’Ecole Polytechnique Federale di Losanna e l’Istituto IMTEK dell’Università di Friburgo.

Gli esiti dello studio sono diffusi sul nuovo numero dal magazine Science Translational Medicine, fra i responsabili dello studio della ricerca ci sono anche l’attuale Ministro dell’Università e della Ricerca, Professoressa Maria Chiara Carrozza.

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