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L’estratto di aloe ha proprietà anti tumorali. Agisce contro il tumore al cervello

L'estratto di aloe vera potrebbe inibire la crescita delle cellule tumorali, più precisamente del tumore al cervello. La dottoressa, autrice della ricerca, ci spiega cosa ha scoperto.

Salute
Pubblicato il 20 settembre 2018, alle ore 11:46

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L’estratto di aloe ha proprietà anti tumorali. Agisce contro il tumore al cervello

Che l’aloe facesse bene alla salute e che riducesse la possibilità di ammalarsi era risaputo. Ma una nuova ricerca suggerisce che l’estratto di aloe può aiutare a combattere il cancro al cervello. Lo studio è italiano e ha dimostrato la sua capacità di rendere inoffensive le cellule tumorali.

La ricerca del Laboratorio di Neuropatologia Molecolare dell’Unità di Neuropatologia dell’I.R.C.C.S. Neuromed di Pozzilli è stata pubblicata sulla rivista Environmental Toxicology. 

Aloe vera contro il cancro al cervello, come funziona?

La dottoressa Antonella Arcella, autrice della ricerca, ha spiegato che lo studio ha analizzato nel dettaglio un particolare dell’estratto di aloe, ovvero l’aloe-emodina. I test sono stati eseguiti sia nelle provette che direttamente su tessuti umani e in entrambe le situazioni sono risaltate le capacità di evitare la crescita delle cellule tumorali.

Più nello specifico però, risulta particolarmente efficace contro il glioblastoma multiforme, noto più comunemente con il nome di tumore al cervello: con il termine glioblastoma multiforme si intende la forma più grave della malattia e generalmente si tratta chirurgicamente, o tramite chemioterapie, ma queste cellule sanno adattarsi molto facilmente e sono molto invasive. 

Nonostante ciò, rappresenti a tutti gli effetti una buona notizia, è ancora presto per definire sconfitta la malattia. Questo perché, i ricercatori fanno sapere che saranno necessari ancora molti studi per approfondire i risultati ottenuti e bisogna avere la certezza matematica che l’estratto di aloe può essere affiancato alle classiche cure contro il tumore. Inoltre, bisogna considerare anche il possibile effetto negativo sulle cellule sane prima di riuscire ad ottenere una certificazione valida per far riconoscere ufficialmente l’aloe come una sorta di farmaco. Per riuscire a fare tutto ciò, dovranno passare ancora alcuni anni, e nel frattempo potrebbero arrivare nuove scoperte che potrebbero “facilitare” il compito ai ricercatori.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - È ancora presto, come già detto, per cantare vittoria. Tuttavia almeno, è un buon inizio perché il tumore è proprio la malattia più brutta che possa esistere tra gli esseri umani. Non ci resta che aspettare e sperare che gli esiti siano davvero positivi e che si abbiano tutte le informazioni necessarie sugli effetti collaterali.

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