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L’Ema, l’Agenzia europea per i farmaci, si pronuncia sulla terza dose del vaccino

L'Ema ha espresso parere favorevole per la somministrazione di una terza dose di vaccino anti-covid ai soggetti immunodepressi. Per i soggetti sani per ora non sarebbe indispensabile.

Salute
Pubblicato il 4 ottobre 2021, alle ore 20:19

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L’Ema, l’Agenzia europea per i farmaci, si pronuncia sulla terza dose del vaccino

L’Ema, l’agenzia europea per i medicinali che ha sede ad Amsterdam si è espressa: la terza dose dei vaccini può essere somministrata. E’ invece raccomandata per le persone con il sistema immunitario fortemente indebolito (immunodepressi) ma va somministrata non meno di 28 giorni dopo la seconda dose.

Gli studi condotti hanno indicato che una terza dose di questi vaccini aumenta la capacità di produrre anticorpi contro il virus che causa il Covid-19 in pazienti che abbiano subito un trapianto e quindi abbiano un sistema immunitario indebolito.

Per le persone di età superiore ai 18 anni con un sistema immunitario normale, L’Ema non fa raccomandazioni ma si limita ad osservare che, sulla scorta dei dati forniti da Pfizer sulla somministrazione a volontari tra i 18 e i 55 anniun richiamo somministrato 6 mesi dopo la seconda dose agli adulti tra i 18 e i 55 anni fa aumentare il livello degli anticorpi. Sulla base di questi dati, un richiamo può essere considerato almeno 6 mesi dopo la seconda dose per le persone al di sopra dei 18 anni“.

In sostanza, secondo L’Agenzia europea, la terza dose non viene raccomandata, ma può essere somministrata senza controindicazioni quando le autorità sanitarie preposte dei vari paesi lo prevedano.

Anche Johnson&Johnson, il solo vaccino per ora per il quale è prevista un’unica dose, si sta orientando verso la necessità del richiamo. Il New York Times riferisce che la multinazionale statunitense ha presentato alla Food and Drug Administration, l’autorità sanitaria federale, la domanda per la somministrazione di un secondo richiamo. Non viene invece sciolta la riserva per la somministrazione di una terza dose del vaccino prodotto da Moderna.

Secondo studi condotti dal Laboratorio di Neuroimmunologia dell’ospedale Santa Lucia IRCCS di Roma, la seconda dose di vaccino anti-Covid produce non solo la risposta anticorpale ma crea anche la memoria immunologica. Grazie a ciò la persone con doppia vaccinazione sarebbero protette per un tempo abbastanza lungo. Secondo i ricercatori la terza dose potrebbe non essere necessaria per i soggetti sani.

La pronuncia dell’Ema non giunge inaspettata: già diversi paesi, tra cui l’Italia, avevano già deciso nel senso indicato dall’Agenzia europea. Il parere tuttavia era molto atteso perché tiene conto delle risultanze di tutti gli studi condotti fino ad oggi. È attesa per domani una conferenza stampa nella quale l’Ema entrerà nei dettagli.

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Cosa ne pensa l’autore
Lucio Cattaneo

Lucio Cattaneo - Ancora non vi sono evidenze scientifiche sufficienti per stabilire che la terza dose di vaccino debba essere utilmente somministrata, oltre che ai soggetti immunodepressi, anche ai soggetti sani. Il lasso di tempo trascorso da che si è cominciato a vaccinare è troppo breve. Occorre comunque mettere in conto questa possibilità.

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