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Le donne che fanno sport in gravidanza migliorano la salute dei loro figli

A sostenerlo è una ricerca apparsa sulla rivista scientifica “Nature Metabolism”. Come qui documentato, le donne che fanno un moderato esercizio fisico in gravidanza, sviluppano una sostanza protettiva che viene trasmessa al neonato con all’allattamento.

Salute
Pubblicato il 2 luglio 2020, alle ore 15:27

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Le donne che fanno sport in gravidanza migliorano la salute dei loro figli

Il latte materno delle donne sportive contiene un composto che migliora la salute dei neonati. A suggerirlo è uno studio condotto negli Stati Uniti dai ricercatori del Wexner Medical Center in collaborazione con i colleghi del College of Medicine dell’Ohio State University.

Per arrivare a questa conclusione, gli scienziati hanno eseguito un primo test su alcuni topi di laboratorio, appurando che il latte delle madri sedentarie è meno salutare rispetto a quelle che conducono una vita più attiva. Detto in altre parole, indifferentemente dal legame di sangue e dalle caratteristiche genetiche ereditate dalla madre, i topi allattati con il latte di madri più attive garantiva loro migliori condizioni di salute.

Intenzionati a scoprire se la stessa regola fosse applicabile anche al genere umano, gli scienziati hanno analizzato un campione di 150 donne in stato interessante, arrivando a concludere che le future madri che facevano regolarmente attività sportiva, avevano nel latte materno una maggior quantità di un oligosaccaride benefico denominato 3sl

Come da loro documentato sulla rivista scientifica Nature Metabolism, questa sostanza riduce i rischi del nascituro di avere problemi di salute legati a diabete, obesità e malattie cardiache. “L’aumento del 3sl non era necessariamente correlato all’intensità dell’esercizio, quindi anche un esercizio moderato come una camminata giornaliera è sufficiente per raccoglierne i benefici“, ha dichiarato Kristin Stanford, docente di fisiologia e biologia cellulare che ha preso parte alla ricerca.

Per poter beneficiare delle virtù di questo composto, di cruciale importanza rimane non solo l’esercizio fisico, ma anche l’allattamento al seno. Alla luce di questa premessa, il passo successivo che i ricercatori hanno intenzione di compiere, sarà quello di isolare il composto presente nel latte materno, per aggiungerlo nelle formule dei latte per bambini. In questo modo a poterne trarne beneficio saranno anche i figli delle madri che non possono allattare o che durante la gravidanza non possono muoversi, in quanto soggette a complicazioni che richiedono il riposo a letto.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Il latte materno dimostra ancora una volta tutta la sua efficacia nella crescita dei neonati. Al pari di uno scudo, apporta notevoli benefici e protegge chi lo assume. Non a caso l’OMS ha ribadito che il latte materno dovrebbe essere l’alimento esclusivo dei primi sei mesi di vita, ma non dovrebbe mancare nemmeno dopo; per trarne il massimo giovamento, l’ideale sarebbe continuare fino al raggiungimento dei due anni di età.

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