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Le corna degli animali aiuteranno a comprendere come nascono i tumori

Un gruppo di ricercatori cinesi e danesi è convinto che, analizzando le corna degli animali, si potranno trovare le risposte necessarie per aumentare le conoscenze in fatto di replicazione cellulare, indispensabili per sconfiggere i tumori.

Salute
Pubblicato il 26 giugno 2019, alle ore 13:01

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Le corna degli animali aiuteranno a comprendere come nascono i tumori

Così di primo acchito si sarebbe propensi a concludere che tra tumori e corna degli animali non esista alcuna relazione. Eppure, secondo uno studio condotto da un team di ricercatori cinesi e danesi, le analogie non solo sarebbero più di una, ma potrebbero essere utilizzate per comprendere come si formano e come possono essere sconfitti i tumori.

Superando l’incredulità di molti, l’équipe di ricercatori ha dimostrato che questa affinità non è affatto bizzarra, né tanto meno campata per aria. In entrambi i casi ci si trova infatti davanti a delle formazioni cellulari molto particolari e complesse, capaci di crescere ad un ritmo sorprendente.

Quelle che all’apparenza sembrano solo ossa, sono in verità un conglomerato di cellule, tessuti e nervi, che riescono a crescere fino a 1,7 centimetri al giorno, arrivando a fine stagione a pesare anche 30 chilogrammi. Ed è proprio con la brutta stagione, quando si avvicina la stagione del letargo, che le corna cadono per poi ricrescere in primavera.

Si potrebbe quindi arrivare ad una sorta di conclusione semplicistica, secondo la quale le corna di cervi, antilopi e alci, non siano niente altro che una forma di cancro alle ossa che si sfoga al di fuori del corpo degli animali, non andando ad inficiare la loro salute. In effetti controllando e sequenziando i genomi di 44 specie dotate di corna, si è scoperto che il meccanismo di crescita di queste strutture è molto simile a quello di alcuni tumori riscontrati nell’uomo.

Sotto questo punto di vista, gli autori dello studio hanno concluso che le corna possono essere considerate delle “forme controllate di cancro alle ossa”. Ma non è tutto: questi meccanismi di replicazione cellulare che presidiano la crescita delle corna, sono altresì presenti all’interno dell’organismo di questi animali, che sorprendentemente si ammalano di cancro con una frequenza cinque volte più bassa rispetto all’uomo. Compito dei ricercatori sarà quindi capire quale principio governi questi meccanismi, che se applicati specularmente sull’uomo, potrebbero ridurre notevolmente l’insorgenza del cancro.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Per sconfiggere i tumori, penso sia opportuno non lasciare nulla di intentato. È quindi necessario battere ogni pista, anche questa seguita dai ricercatori cinesi e danesi. Qualsiasi affinità o analogia merita di essere analizzata, perché permette di aumentare le nostre conoscenze su di un male che ancora oggi fa molte vittime in tutto il mondo.

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