I virus che causano l’epatite sono recentemente balzati al primo posto nella classifica delle cause di morte più diffuse al mondo, mietendo milioni di vittime in silenzio ogni anno. Eppure i media sembrano rifiutarsi di toccare l’argomento. E’ questo l’allarme lanciato da Lancet, che cita una ricerca condotta in 183 Paesi nel mondo.
L’epatite è un killer silenzioso quanto letale, non solo per l’incomprensibile silenzio che i mass media hanno deciso di mantenere nei confronti del problema: il 95% delle persone contagiate dai virus che la causano non sono consapevoli del fatto di essere infette. Praticamente solo 1 persona su 20 tra chi ne è affetto sa di essere malata.
Si tratta di un dato agghiacciante, se si pensa che l’epatite nel 2013 ha ucciso 1,45 milioni di persone nel mondo (mentre i morti per conseguenze dell’AIDS sono stati 1,3 milioni, stando ai dati pubblicati da Lancet). Il coordinatore della ricerca Graham Cooke ha reso noto che: “Mentre i morti per diverse malattie infettive, come tubercolosi e malaria, sono calati dal 1990, i decessi per epatite virale sono aumentati“.
Esiste dunque ancora molta disinformazione riguardo all’epatite, ed ai virus che la causano. Troppe persone ad esempio non sanno che esistono cinque forme diverse di questa patologia, catalogate utilizzando le prime cinque lettere dell’alfabeto: epatite A, epatite B, epatite C, epatite D ed epatite E.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità spiega che il tipo A ed E vengono di norma trasmessi grazie ad acqua e cibi contaminati, mentre la trasmissione dei tipi B, C e D avviene mediante scambi di fluidi corporei con persone infette. I virus più pericolosi sono quelli dell’epatite B e dell’epatite C, che causano complessivamente il 96% dei morti per epatite.
Sebbene non esista ancora un vaccino per il tipo C, il professor Cook, membro del dipartimento di Medicina dell’Imperial College di Londra, ha spiegato che: “Abbiamo gli strumenti a disposizione per trattare questa malattia, abbiamo i vaccini per l’epatite A e B, e adesso abbiamo cure per la C”. Tuttavia: “Il costo delle nuove cure va oltre le possibilità di qualsiasi Paese, ricco o povero“.