L’aggressività nei bambini è dovuta all’errore cognitivo

Un nuovo studio psicologico eseguito su circa 1300 bambini di nove nazioni diverse e in contesti sociali diversi ha portato alla conclusione che l'aggressività dei bambini è dovuta ad un errore di cognizione.

L’aggressività nei bambini è dovuta all’errore cognitivo

Da un nuovo studio pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences” da Kenneth A. Dodge della Duke Uny a Durham, nel North Carolina, è emerso che i problemi cronici di aggressività nei bambini possono essere spiegati da una tendenza esagerata ad attribuire intenzioni cattive ai coetanei: un “errore cognitivo” che causa ansia e aggressività nelle risposte verso gli altri.

Dodge e i suoi colleghi sono partiti dal presupposto che in termini evolutivi interpretare in senso positivo i comportamenti ambigui aumenta la cooperazione, ma gli studi sui macachi e sugli esseri umani dimostrano che ci sono situazioni che pare diano adito ad un comportamento diverso, che fa stare vigili riguardo le minacce.

Dodge e colleghi hanno analizzato durante lo studio 1299 bambini di età media di 8,3 anni, per oltre la metà di sesso femminile, che abitavano in nove nazioni differenti e anche in 12 ambienti diversi. Lo studio su ogni bambino è durato quattro anni e ogni anno è stato sottoposto a una serie di test in cui doveva fornire un’interpretazione personale su ciò che appariva su alcuni disegni. In pratica i bambini dovevano individuare se uno dei personaggi avesse un atteggiamento ostile e se l’altro personaggio poteva avere una risposta aggressiva.

Gli autori dello studio hanno analizzato le situazioni di altri bambini e delle madri che nella vita quotidiana avevano problemi di aggressività cronica. Alla conclusione dei quattro anni di studio, il risultato delle analisi è stato quello di dimostrare che vi è un nesso tra la tendenza esagerata ad attribuire intenti ostili ai personaggi del test e i problemi di aggressività reali. L’altro particolare che è emerso è quello che, a prescindere dal contesto analizzato, i bambini assegnavano con più facilità una risposta aggressiva del secondo personaggio quando il primo atteggiamento era inteso come ostile.

Questo risultato spiega le differenze di aggressività tra i gruppi e dimostra come il processo psicologico può influenzare i progetti educativi e prevenire i comportamenti aggressivi.

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