L’acqua sporca uccide più donne dell’AIDS nel Terzo Mondo

Quasi 800.000 donne muoiono ogni giorno a causa del mancato accesso all'acqua pulita e a servizi igienici adeguati. A rivelarlo è WaterAid, associazione internazionale no profit. Oltre 1 miliardo di donne non hanno accesso a un WC privato

L’acqua sporca uccide più donne dell’AIDS nel Terzo Mondo

La quinta causa di decesso tra le donne in tutto il mondo è rappresentata da tutte quelle malattie che si diffondo tramite l’acqua sporca e impura e la scarsa igiene. Questi due fattori, infatti, possono causare più decessi dell’AIDS, del cancro e del diabete secondo quanto rivelato da un gruppo di studiosi di WaterAid, organizzazione no-profit internazionale che si prefigge di sostenere la popolazione dei paesi del Terzo Mondo nella lotta al contagio derivante dall’uso di acqua contaminata e alla sensibilizzazione dei governi circa questo problema e sulle politiche sanitarie adottabili.

L’organizzazione opera in 27 paesi in tutto il mondo, soprattutto dell’Africa, dell’Asia e del centro America. Ha sede a Londra ed è stata fondata il 21 luglio 1981. Opera, in partnership con associazioni locali, in quindici stati africani e asiatici, assistendo le comunità povere nella costruzione di riserve di acqua potabile e latrine. Il suo impegno, però, riguarda anche lo studio e la ricerca.

Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, ha posto sotto i riflettori l’interessante studio di WaterAid che merita di essere veicolato e conosciuto in quanto quasi 800.000 donne perdono la vita ogni anno a causa dell’acqua sporca. E’ un dato da non sottovalutare e che potrebbe essere sicuramente invertito coi giusti provvedimenti.

Nei paesi del cosiddetto primo mondo l’emergenza acqua non rappresenta un problema e spesso si dà per scontata la quantità di acqua potabile di cui disponiamo. Nel terzo mondo non è così.  Nei paesi dove l’acqua scarseggia, ogni giorno è una sfida, una lotta alla sopravvivenza. Si muore perché non si ha accesso a servizi igienici sicuri e acqua pulita, a quanto riferiscono i ricercatori di WaterAid, i quali hanno analizzato i dati elaborati dal centro di ricerca di Seattle basate su quelli ufficiali degli Istituti di Sanità.

Il CEO di WaterAid, Barbara Frost, ha così descritto la drammatica situazione: “Questa situazione completamente inaccettabile influisce sull’educazione delle donne e delle ragazze, la loro salute, la loro dignità e, in definitiva, in troppi casi, si traduce in una morte precoce e inutile”.

Dallo studio di WaterAid emerge che oltre 1 miliardo di donne non hanno accesso a un WC privato, mentre 370 milioni non hanno accesso all’acqua potabile.

Tra il 1990 e il 2012, invece, più di 2 miliardi di persone ha ottenuto l’accesso per la pulizia dell’acqua, ma sono ancora in troppi a restarne espulsi. Quasi 750 milioni di persone sono lontante da un diritto umano così importante e fondamentale come l’acqua.

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