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La sindrome di Gerusalemme: cos’è e quali sono i sintomi

La Sindrome di Gerusalemme è un disturbo psicosomatico che si manifesta in alcuni individui che credono di essere un personaggio della Bibbia. Scopriamo quali sono i sintomi specifici e le possibili terapie.

Salute
Pubblicato il 22 marzo 2019, alle ore 17:54

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La sindrome di Gerusalemme: cos’è e quali sono i sintomi

Credersi Gesù Cristo, voler camminare sulle acque e simulare la Vergine Maria. Questi sono solo alcuni dei casi di individui colpiti dalla “Sindrome di Gerusalemme”, un disturbo psicosomatico inerente all’ambito religioso, che colpisce soprattutto i turisti in visita alla città di Gerusalemme. Le persone affette da questa patologia manifestano significative allucinazioni e affermano di vedere personaggi sacri.

Questa patologia fu descritta per la prima volta nel lontano 1930 dal medico psichiatra Heinz Herman e battezzata “Sindrome di Gerusalemme” da Yair Bar-El, psichiatra israeliano che approfondì ed esaminò con attenzione questa sindrome nell’ospedale psichiatrico di Kfar Shaul in Israele.

Sintomi e diagnosi

La sindrome di Gerusalemme può affiorare in soggetti predisposti a disturbi psicotici e deliri psichici, ma può colpire anche soggetti mentalmente sani. Le persone emotivamente fragili e sensibili manifestano uno scarso numero di sintomi che possono variare per tipologia e intensità. Solitamente gli effetti della sindrome di Gerusalemme sono transitori e di moderata entità, sebbene l’individuo potrebbe allarmarsi e cercare assistenza.

Il disturbo si presenta in maniera del tutto improvvisa; coloro che hanno già avuto episodi pregressi, presentano maggiori probabilità di manifestare il disturbo anche in seguito. Secondo gli psichiatri, questa patologia colpisce sia le donne che gli uomini, di età non superiore ai 35 anni e con scarsa istruzione. In circostanze specifiche, la sintomatologia potrebbe verificarsi in forma più seria e richiedere l’intervento di un medico.

Trattamento e cura

La Sindrome di Gerusalemme non richiede terapie farmacologiche poiché la sintomatologia tende ad autorisolversi in un periodo di tempo generalmente breve. Tuttavia, in alcune circostanze, invece, potrebbe essere indispensabile l’intervento di un medico specialista, specialmente se i sintomi sono marcati e non scompaiono autonomamente.

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Cosa ne pensa l’autore
Gloria La Barbera

Gloria La Barbera - Ritengo che i disturbi psicosomatici, quali la Sindrome di Gerusalemme, dovrebbero esser considerate patologie vere e proprie, in grado di arrecare importanti conseguenze anche a livello organico, oltre che ad esser aggravate da fattori emozionali e psichici. Tuttavia è del tutto innegabile che questa sindrome sia presente in maniera trasversale nel nostro quotidiano.

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