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La sedentarietà è causa di morte per 88mila persone l’anno in Italia. Il rapporto Istisan

Un nuovo rapporto sulla sedentarietà presentato in un convegno all'Istituto Superiore di Sanità ha evidenziato che 88mila persone sono a rischio di morte a causa della sedentarietà.

Salute
Pubblicato il 16 novembre 2018, alle ore 07:18

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La sedentarietà è causa di morte per 88mila persone l’anno in Italia. Il rapporto Istisan

Che la sedentarietà sia nemica della nostra salute è un dato di fatto; può causare anche la morte. Già precedenti dati statistici, come quelli dell’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, hanno rivelato che nel mondo un adulto su quattro è sedentario e che l’80% degli adolescenti non svolge un’attività fisica adeguata.

Nuovi dati che riguardano gli effetti della sedentarietà sono stati resi pubblici in un convegno all’Istituto Superiore di Sanità (ISS) dedicato all’argomento.

Il rapporto Istisan

Lo studio sulle conseguenze della sedentarietà sono state oggetto di studio da parte dell’Istituto Superiore di Sanità (ISS), in collaborazione con il Ministero della Salute e il CONI, Comitato Olimpico Nazionale Italiano. Secondo i dati del Rapporto Istisan “Movimento, sport e salute: l’importanza delle politiche di promozione dell’attività fisica e le ricadute sulla collettività”, la sedentarietà è responsabile del 14,6% di tutte le morti in Italia. In altre parole, ogni anno le vittime della sedentarietà sono 88.200

La sedentarietà influisce anche sulle spese mediche, sulle terapie farmacologiche, sui trattamenti ospedalieri e sulle visite specialistiche. Si conta che la sedentarietà costa 1,6 miliardi di euro all’anno per controllare e curare le principali patologie che sono conseguenza della sedentarietà: tumore della mammella, tumore del colon-retto, diabete di tipo 2 e coronaropatia. 

Al convegno è stato evidenziato l’importanza di seguire uno stile di vita sano e di svolgere regolarmente un’attività sportiva. Stando ai dati raccolti, solo un adulto su due partica regolarmente sport e un bambino su quattro dedica al massimo un’ora, un giorno alla settimana, alle attività ludico-ricreative.

Il Presidente dell’ISS, Walter Ricciardi, nel suo intervento ha sottolineato l’importanza di fare sport “La promozione dell’attività fisica è sicuramente importante a livello del singolo, ma anche e soprattutto in una visione societaria con il coinvolgimento di diversi settori (educazione, trasporti, ambiente, politiche fiscali, media, industria, autorità locali), affinché l’attività fisica possa diventare direttamente integrata nella quotidianità di ognuno e affinché il singolo individuo possa farsi promotore della propria salute adottando uno stile di vita attivo”.

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Cosa ne pensa l’autore
Giovanna Barone

Giovanna Barone - I dati del report sono allarmanti sebbene oggi in Italia le proposte e le iniziative dedicate allo sport e al tempo libero non mancano. Personalmente, evito di prendere, per esempio, la macchina, i mezzi pubblici, l'ascensore preferendo camminare a piedi quando ne ho la possibilità. Non è sempre facile o possibile ma è una buona abitudine.

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