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La pandemia ha causato una diminuzione della speranza di vita

L'Istat, nel suo rapporto annuale, ha rilevato una diminuzioine considerevole della speranza di vita in quelle provincie, Bergamo in testa, nelle quali la pandemia da Coronavirus ha picchiato più duro.

Salute
Pubblicato il 8 settembre 2021, alle ore 10:16

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La pandemia ha causato una diminuzione della speranza di vita

Bergamo e la sua provincia sono stati in prima linea nei giorni terribili di febbraio – marzo 2020 all’affacciarsi sulla scena nazionale dell’infezione da Coronavirus che si sarebbe ben presto trasformata in pandemia.

La bergamasca, non solo ha pagato il prezzo altissimo della perdita di una intera generazione di nonni e subito ferite laceranti che hanno segnato per sempre la vita di chi non ha potuto dare neanche l’estremo saluto ai suoi cari, ma ha registrato una riduzione, più che in altre parti del paese, dell’aspettativa di vita dei suoi residenti.

Questo è quanto afferma l’Istat nel rapporto Misure del benessere equo e sostenibile del territorio che annualmente diffonde.

Il tasso o speranza di vita è un indicatore statistico che stima il numero medio di anni della vita di una persona a partire da una certa età, all’interno della popolazione indicizzata, cioè quanti anni, probabilmente, vivrà un bambino che vede la luce oggi. Combinata con l’indice di mortalità infantile rispecchia lo stato sociale, ambientale e sanitario di una certa popolazione.

Nel 2020 in provincia di Bergamo questo indice ha subito una contrazione, per quanto riguarda le donne, di 3,2 anni, il più elevato a livello nazionale, passando da 85,7 anni a 82,5. Seguono le provincie di Cremona e di Lodi con meno 2,9 anni e la provincia di Piacenza con meno 2,8 anni.

Per quanto riguarda gli uomini, il calo più importante della speranza di vita lo hanno fatto segnare le provincie di Lodi e di Cremona (meno 4,5 anni) seguite da Bergamo (meno 4,3 anni).

Dal rapporto Istat si evidenzia come, a livello nazionale, la diffusione della pandemia e il conseguente aumento del rischio di mortalità ha imposto una brusca frenata al trend della crescita della speranza di vita che ha fatto registrare, rispetto all’anno 2019, una contrazione media di 1,2 anni. Per l’anno 2020 l’indicatore registra una media di 82 anni, 79,7 per gli uomini e 84,4 per le donne.Le provincie citate, nella classifica nazionale della speranza di vita per provincia, rispetto al 2019 perdono qualcosa come 50 posizioni.

Mai come oggi per i bergamaschi lo slogan “Berghem mola mia” assume un significato pregnante. 

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Cosa ne pensa l’autore
Lucio Cattaneo

Lucio Cattaneo - La riduzione della speranza di vita, per fortuna, non è un indicatore irreversibile ed è auspicabile che, passata la pandemia, l'indice riprenderà a salire. Tuttavia è importante per rendere evidente a quella parte del paese nella quale il virus non ha infierito con altrettanta ferocia il tributo che Bergamo e la bergamasca hanno dovuto pagare.

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