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La maggior parte degli infetti non ha trasmesso il coronavirus. Ecco come si è scatenato l’incubo

Uno studio degli epidemiologi di Hong Kong rivela: il 70% dei positivi non ha trasmesso il virus. Cosa hanno fatto i "super diffusori", ovvero quei pochi che hanno infettato gli altri.

Salute
Pubblicato il 8 giugno 2020, alle ore 12:18

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La maggior parte degli infetti non ha trasmesso il coronavirus. Ecco come si è scatenato l’incubo

Si è parlato molto della distanza di sicurezza tra le persone per evitare di essere contagiati dal Covid-19. Eppure, uno studio cinese ha scoperto che la maggior parte delle persone positive al coronavirus non sono contagiose, ma che lo sono solo una minima parte. Secondo questa ricerca, infatti, il 70% degli infetti che ha contratto il virus non ha “colpe” e non ha trasmesso la malattia a nessuno.

Come è stato possibile allora che si scatenasse questa pandemia mondiale che ha messo il mondo in ginocchio? Secondo gli scienziati, la spiegazione risiede nelle situazioni dove si è creato un “supercontagio“, quando una sola persona sarebbe stata in grado di infettare un numero sproporzionatamente elevato di chi gli stava intorno.

Ciò sarebbe avvenuto soprattutto in quei contesti sociali molto affollati. Qualche esempio? Incontri al bar, partecipazione a matrimoni, funerali, celebrazioni religiose, incontri di calcio, cene, feste di lavoro e locali dotati di karaoke. Tutti eventi che hanno riguardato incontri al chiuso in cui una sola persona, positiva al Covid-19, ha infettato gli altri con un meccanismo di massa e non esponenziale.

Un esempio su tutti è quello che è avvenuto in Corea del Sud: una donna di 61 anni, positiva al Covid-19, ha frequentato le funzioni religiose nella città di Daegu. In poco tempo, questa donna ha contagiato inconsapevolmente decine di altre persone. Il conteggio dei casi di nel Paese è salito così rapidamente da 29 a oltre 2.900 due settimane dopo. E tutto questo da un “superdiffusore“, cioè la donna.

Non tutte le nazioni però hanno avuto lo stesso destino. Prendiamo l’esempio del Giappone: è vicinissimo alla Cina, eppure non ha avuto la stessa intensità della pandemia di altri Paesi. Perché il governo ha consigliato alla gente di stare alla larga dagli spazi chiusi, dai luoghi affollati e dai contesti di contatto ravvicinato, tutti luoghi ideali per la diffusione del virus e dei morti che ha comportato.

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Cosa ne pensa l’autore
Roberto Casadei

Roberto Casadei - Si scoprono sempre cose nuove su questo virus. Si pensava che tutti gli infettati fossero contagiosi, invece si è scoperto che solo una minoranza lo è e che quella minoranza ha scatenato la pandemia. Del resto, sembra essere accertato che a seminare il virus a Bergamo, la città italiana più colpita dall'infezione, sia stato l'incontro di calcio Atalanta-Valencia, di Champions League, dove pochi untori del Covid-19 hanno praticamente infettato tutto lo stadio.

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