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La dieta vegetariana riduce il rischio di infarto, ma incrementa la vulnerabilità verso l’ictus

I risultati di un ampio studio pubblicato sul “British Journal of Medicine”, arriva alla conclusione che chi segue i dettami della dieta vegetariana o vegana, diminuisce il rischio di infarto, ma aumenta le possibilità di essere colpito dall’ictus.

Salute
Pubblicato il 18 settembre 2019, alle ore 17:27

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La dieta vegetariana riduce il rischio di infarto, ma incrementa la vulnerabilità verso l’ictus

La dieta vegana o vegetariana riduce il rischio di infarto, ma dall’altro lato aumenta la possibilità di essere colpiti da un ictus. A suggerire questa conclusione è stata una ricerca condotta dall’Università di Oxford e pubblicata sulle pagine del British Journal of Medicine.

Lo studio che si è occupato di monitorare 48mila cittadini inglesi per un periodo medio di 18 anni, si è dapprima soffermato sull’analisi delle abitudini alimentari del campione oggetto di studio. Oltre a tener conto del loro stile di vita e di altri aspetti quali la sedentarietà e il fumo, i partecipanti sono stati divisi in diversi gruppi a seconda che fossero carnivori, pescetariani, vegetariani o vegani. Successivamente si è tenuto conto dei casi di ictus e degli infarti che li hanno coinvolti.

Incrociando la mole di dati raccolti negli anni, è emerso che i vegetariani hanno il 22% di possibilità in meno di essere colpiti da un infarto rispetto a chi predilige una dieta ricca di carne. Anche i pescetariani sono più protetti rispetto ai carnivori, ma in questo caso la percentuale dal 22% scende al 13%.

Soffermandosi invece sull’ictus, le dinamiche conoscono un netto ribaltamento. In questo caso i vegetariani e i vegani hanno il 20% in più di esserne colpiti rispetto ai carnivori. Per i pescetariani, l’aumento percentuale non è stato invece ritenuto statisticamente rilevante.

A questo punto si è cercato di formulare una prima conclusione che spiegherebbe perché i carnivori siano più vulnerabili di fronte all’infarto. Innanzitutto rispetto ai vegetariani hanno spesso una peggiore forma fisica, il più delle volte addebitabile ai più alti livelli sia in termini di pressione che di colesterolo. I vegetariani dal canto loro – così come già evidenziato in alcuni casi anche in passato – avendo un più alto livello di HDL nel sangue sarebbero più soggetti al rischio ictus.

Altre ricerche hanno però smentito questo assunto, da qui secondo i ricercatori sarebbe opportuno indirizzare lo sguardo altrove. Più in particolare nel mirino sarebbero finiti i livelli inferiori alla media di vitamina B, B12, D, ma anche degli aminoacidi essenziali e degli omega 3 a catena lunga. Al momento però non esistono conferme in merito, ragion per cui sarà necessario approfondire il tema con ulteriori ricerche mirate.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Ancora una volta la scienza ci lancia un preciso messaggio: nessun alimento andrebbe del tutto rimosso dalla propria dieta. Il nostro organismo avrebbe bisogno di qualsiasi elemento, seppur in quantità differenti. Non basta quindi mangiare solo frutta e verdura: anche la tanto bistrattata carne avrebbe il suo ruolo cruciale: il segreto rimane però quello di consumarla con parsimonia.

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