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La denuncia del disertore cinese: “Il Covid fu deliberatamente diffuso ad ottobre 2019”

I già noti "Giochi Militari Mondiali" sono stati l’occasione più propizia per diffondere deliberatamente il Covid su larga scala. A sostenerlo è Wej Jingsheng, ex membro del partito comunista cinese che da anni vive negli Stati Uniti.

Salute
Pubblicato il 27 settembre 2021, alle ore 10:14

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La denuncia del disertore cinese: “Il Covid fu deliberatamente diffuso ad ottobre 2019”

A più di un anno e mezzo dallo scoppio della pandemia da Covid-19, l’intera umanità continua a porsi più di una domanda sull’origine della più grave crisi sanitaria del XXI secolo. L’idea che il virus sia stato prodotto in laboratorio, continua a rappresentare un’ipotesi più che plausibile, generando tensioni e accuse a livello internazionale. 

In questo scenario, ad avvalorare la tesi che dietro al virus ci sia lo zampino dell’uomo troviamo Wei Jingsheng, ex membro del partito comunista cinese che vive come dissidente negli Stati Uniti. Secondo quanto apparso sul Daily Mail, l’attivista è convinto che il virus abbia iniziato la sua drammatica corsa in occasione dei Giochi Militari Mondiali che hanno avuto luogo a Wuhan tra il 18 e 27 ottobre.

La manifestazione, così come da lui dichiarato nel corso di un documentario di Sky News intitolato What Really Happened in Wuhan, altro non è stato che un evento sfruttato per diffondere il virus. “Pensavo che il governo cinese avrebbe colto l’occasione per diffondere il virus durante i Giochi militari, poiché avrebbero partecipato molti stranieri” ha aggiunto a sostegno della sua tesi. E in effetti, tra gli oltre 9.000 atleti, in molti si ammalarono di una strana patologia del tutto simile al Covid.

Jingsheng ha quindi fatto presente di essere al corrente che il governo cinese si stesse cimentando con armi non convenzionali e stesse facendo degli esperimenti di natura batteriologica. Pur vivendo in esilio negli Stati Uniti, l’ex funzionario cinese è rimasto in contatto con alcuni colleghi presi dal panico per il diffondersi di un virus sconosciuto, e allo stesso tempo preoccupati per i provvedimenti poco ortodossi messi in atto dalle autorità, impegnate fino all’ultimo ad insabbiare la gravità della situazione. 

Il dissidente non ha fatto nomi, ciononostante ha aggiunto essersi potuto confrontare con funzionari e politici di alto rango. Uno di essi che potrebbe finire nei guai se fosse rivelata la sua identità, sarebbe talmente in alto da aver avuto modo di parlare della crisi con Donald Trump.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - I sospetti che il Covid sia nato in laboratorio non ci abbandoneranno facilmente, specie se non verrà fatta chiarezza su quanto successo. Se non si ha nulla da temere, è nell’interesse della Cina collaborare per smentire ogni responsabilità, mettendo così a tacere le più svariate teorie del complotto. Purtroppo più il tempo passa, più sarà difficile trovare prove che aiutino a ricostruire cosa sia successo.

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