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L’obesità infantile, una vera emergenza in Italia

L'obesità infantile in Italia sta assumendo contorni sempre più preoccupanti ed è causa di molte patologie pericolose sin dall'infanzia.

Salute
Pubblicato il 29 marzo 2014, alle ore 12:43

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L’obesità infantile, una vera emergenza in Italia

Nelle scuole italiane molti bambini si trovano nella condizione di obesità. Secondo un recente studio, i bambini italiani vestono la maglia nera in Europa nelle classifiche che riguardano la bilancia: sono 700 mila quelli in sovrappeso, 400 mila gli obesi. 

Gli esperti di tutto il mondo si sono riuniti a Doha, in Qatar nello scorso dicembre per il summit Active healthy living, tenutosi nel corso del Congresso Excellence in Paediatrics, e sono arrivati alle conclusioni che le dimensioni del problema dell’obesità infantile stanno raggiungendo quelle di una vera e propria emergenza. I bambini sovrappeso sono destinati, purtroppo, ad un futuro di patologie destinate ad accorciare l’aspettativa di vita delle generazioni del futuro. Tra queste vi sono il diabete tipo 2 (che una volta si vedeva solo negli adulti), l’ipertensione, colesterolo e trigliceridi elevati, accumulo di grasso nel fegato, con possibile malattia epatica, disordini del sonno, malattie delle articolazioni.

Il problema principale in Italia non è tanto l’alimentazione quanto la sedentarietà dei bambini che vivono chiusi dentro gli appartamenti e non svolgono quell’attività fisica necessaria ad un corretto consumo delle calorie assunte. I bambini, secondo gli esperti in nutrizione, dovrebbero praticare almeno un’ora al giorno di attività fisica intensa come gioco, corsa e attività all’aria aperta, spiega Andrea Macaluso, professore associato di Fisiologia Umana all’Università di Roma Foro Italico “L’obiettivo è quello di iniziare fin da piccoli a mettere l’esercizio fisico nella propria routine quotidiana” spiega Macaluso.

La delegazione italiana al congresso di Doha ha messo l’accento sull’opportunità di incrementare l’attività fisica nelle scuole italiane dove è di solito relegata agli ultimi posti nelle ore di insegnamento. In Francia, ad esempio, l’attività fisica rappresenta fin dall’infanzia il 15% delle ore di insegnamento (su 25 ore settimanali di insegnamento, 3,75 sono dedicate all’educazione fisica, quasi il doppio di quanto avviene in una scuola elementare a tempo normale, per non parlare di quelle a tempo pieno).

Per quanto riguarda l’alimentazione, infine, è necessario innanzitutto ridurre l’uso di bevande zuccherate, una vera e propria bomba calorica non necessaria. E’ molto importante che il bambino beva almeno un litro e mezzo di acqua al giorno. Fondamentale è la colazione che deve fornire almeno il 30% di calorie giornaliere e gli spuntini che dovrebbero essere costituiti da frutta che nutre senza appesantire e contiene molte vitamine e sali minerali necessari ad una corretta crescita del bambino.

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