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In alcuni rari casi, il Viagra può provocare un’intensa e prolungata visione bluastra

A confermarlo è uno studio condotto presso l’ospedale Dünyagöz di Adana, in Turchia. Stando a quanto documentato, assunto al massimo dosaggio, il Viagra può far insorgere dei sintomi persistenti come un’intensa visione blu.

Salute
Pubblicato il 13 febbraio 2020, alle ore 17:58

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In alcuni rari casi, il Viagra può provocare un’intensa e prolungata visione bluastra

Prescritto per curare i problemi di disfunzione erettile, il Viagra da oltre 20 anni ha migliorato la vita degli uomini afflitti da un problema difficile da confessare. Inizialmente progettato per curare l’angina, il suo principio attivo denominato Sildenafil si era contraddistinto per un singolare effetto collaterale rappresentato dall’erezione del pene.

La scoperta del tutto casuale, ha posto le basi per la nascita del Viagra, il nome commerciale di uno dei medicinali più famosi del mondo. Stando ai dati resi noti dalla Società Italiana di Urologia, la pillola blu è molto utilizzata nel nostro Paese, tanto da rappresentare il secondo mercato europeo in termini di quantità vendute.

Pur avendo contribuito a superare un disturbo psico-fisico tutto al maschile, il Viagra è stato più di una volta messo all’indice per i suoi effetti collaterali. A finire nel mirino sono stati i pazienti cardiopatici, ma con il tempo sono stati evidenziati anche altri sintomi tutt’altro che trascurabili.

A cercare di approfondire questo tema è stato l’ospedale oftalmico Dünyagöz di Adana, in Turchia. Il loro interesse si è concentrato su quei 17 pazienti che avevano raggiunto il nosocomio turco in preda a disturbi visivi, sorti a seguito di un’elevata assunzione della celebre pillola blu. Costoro presentavano gli stessi sintomi, ossia pupille dilatate, vista molto offuscata, alta sensibilità alla luce e visione blu intensa, associata all’incapacità di percepire il rosso e il verde.

Cuneyt Karaarslan, autore della ricerca pubblicata su Frontiers in Neurology, ha fatto presente che questi inconvenienti possono protrarsi fino a tre settimane. La buona notizia è però quella che i fenomeni non sarebbero irreversibili e, tra le altre cose, si verificherebbero solo in casi molto rari. Proprio per queste motivazioni, sarebbe sempre opportuno consultare preventivamente il medico, che da parte sua non dovrebbe mai prescrivere un inizio della cura con un dosaggio molto alto. Inoltre, i soggetti con una più alta sensibilità dovrebbero sottoporsi alla prima assunzione sotto la supervisione di un medico.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - A quanto pare, gli effetti collaterali evidenziati da questo studio spariscono nel giro di qualche settimana. La conclusione che bisogna trarre, però, è quella che sarebbe sempre opportuno consultarsi con il medico di fiducia che, conoscendo le condizioni di salute del proprio assistito, dovrebbe essere in grado di suggerire quale sia il dosaggio corretto per ridurre al minimo gli effetti indesiderati.

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