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Il vaccino AstraZeneca può proteggere a vita dal Covid

A sostenerlo è uno studio condotto nel Regno Unito e pubblicato sulla rivista scientifica “Nature Immunology”. Dalla ricerca è emersa la capacità di AstraZeneca di sviluppare una protezione a lungo termine contro il Covid-19.

Salute
Pubblicato il 28 luglio 2021, alle ore 11:16

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Il vaccino AstraZeneca può proteggere a vita dal Covid

I vaccini AstraZeneca che vengono realizzati e somministrati in India con il nome commerciale di Covishield sono in grado di offrire una protezione contro il Covid che può durare anche tutta la vita. Ad esserne convinti sono un gruppo di ricercatori inglesi e svizzeri che hanno pubblicato il frutto dei loro studi all’interno della rivista scientifica Nature Immunology.

Per il team di scienziati che hanno approfondito le caratteristiche dei vaccini adenovirus come quelli forniti da AstraZeneca e Johnson & Johnson, tali preparati non sono solo in grado di sviluppare gli anticorpi contro il virus, ma creano anche una sorta di “campi di addestramento” nell’organismo tali da permettere ai linfociti T di contrastare in qualsiasi momento il Covid-19.

L’aspetto più interessante e promettente è legato al fatto che anche nel momento in cui gli anticorpi diminuiscono, l’organismo vaccinato sarà sempre in grado di continuare a produrre le cellule T. Con queste premesse, è più logico ipotizzare che tale produzione potrà protrarsi a lungo, anche per tutta la vita.

Grazie a questo studio si è potuto appurare che gli adenovirus – in altre parole i virus depotenziati che non sono in grado di replicarsi e che vengono utilizzati per la produzione dei vaccini – penetrano nelle cellule a lunga vita denominate cellule reticolari fibroblastiche, dando vita a dei veri e propri “campi di addestramento” per le cellule T, le stesse che difendono dagli agenti esterni, scatenando le risposte immunitarie dell’organismo. La loro ricerca di fatto rivaluta l’efficacia ma anche la reputazione di un vaccino come AstraZeneca, che a quanto pare sarebbe maggiormente in grado di sviluppare le cellule T rispetto ai vaccini a mRNA come Pfizer e Moderna.

Il professor Paul Klenerman del dipartimento di medicina Nuffield di Oxford, sul punto ha voluto precisare che “milioni di persone hanno ricevuto vaccini contro l’adenovirus in tutto il mondo. L’obiettivo finale di questi vaccini è indurre una protezione a lungo termine del sistema immunitario utilizzando sia anticorpi che cellule T”. Tale ricerca, tenendo conto della possibile durata degli effetti delle cellule T, potrà quindi aumentare le conoscenze sul Covid e permetterà allo stesso tempo di formulare delle ipotesi sull’evoluzione della campagna vaccinale.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Come abbiamo avuto modo di appurare in questi ultimi mesi, sui vaccini c’è ancora molto da scoprire. Questo aspetto genera molta confusione ma anche resistenza da parte di una larga fetta di indecisi, che di fatto non si sentono né sicuri, né invogliati a farsi vaccinare. C’è poi da considerare che gli errori nella comunicazione si fanno sentire e si trascineranno inevitabilmente ancora per lungo tempo.

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