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Il principio attivo del Prozac contro la sindrome di Down

A breve avranno inizio sia in America che in Italia delle sperimentazioni volte a dimostrare l’efficacia del Prozac nel migliorare lo sviluppo cerebrale dei bambini che soffrono di sindrome di Down.

Salute
Pubblicato il 17 gennaio 2016, alle ore 19:16

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Il principio attivo del Prozac contro la sindrome di Down

Il “Mit Technology Review” ha riferito che uno degli antidepressivi più prescritti al mondo, il Prozac, potrebbe avere un effetto positivo anche sulla sindrome di Down.

Questa tesi è sostenuta da un primo studio effettuato nel 2014 da un gruppo di ricercatori italiani su topi di laboratorio.

Renata Bartesaghi, docente del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di Bologna, ha spiegato: “I due difetti principali nella sindrome di Down sono un deficit nella produzione di neuroni e il fatto che i neuroni si sviluppano in maniera sbagliata. Sapevamo poi che nel cervello con sindrome di Down c’è un difetto nel neurotrasmettitore serotonina, che è importantissimo per la maturazione cerebrale e la neurogenesi. Abbiamo quindi pensato che la fluoxetina, che inibisce la ricaptazione della serotonina mantenendola nel cervello, potesse dare benefici”.

Somministrando la fluoxetina, ovvero il principio attivo del Prozac, ai topi si è osservato un notevole aumento dei neuroni ed un netto miglioramento delle capacità cognitive.

I ricercatori dovranno però dimostrare se tale effetto positivo sia o no riscontrabile anche negli uomini. A tal proposito a fine gennaio prenderà il via uno studio presso l’University of Texas Southwestern Medical Center in Dallas, il quale prevede il seguente iter operativo: verranno prese 21 donne incinte al cui nascituro è stata diagnosticata la sindrome di Down e a 14 di queste verrà somministrato durante i mesi di gravidanza il Prozac, alle altre solo del placebo; i bimbi, una volta nati, continueranno a prendere il farmaco fino ai 2 anni di età per poter dire se il Prozac sia in grado di migliorare lo sviluppo cerebrale di chi soffre di questa sindrome.

Quasi in contemporanea anche a Napoli verrà effettuato un test analogo, che prevede però la somministrazione del Prozac a bambini tra i 5 e i 10 anni di età. Quest’ultimo test, rispetto a quello americano, suscita maggiori critiche perché prevede che le dosi utilizzate siano molto più alte.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Credo di poter affermare senza ombra di dubbio che la speranza di tutti sia che questi test abbiano successo e mostrino dunque un risultato positivo associato all’assunzione del Prozac. La sindrome di Down è infatti piuttosto invalidante: causa disabilità fisiche che variano da individuo a individuo ma, soprattutto, un ritardo cognitivo piuttosto rilevante (il QI medio dei giovani adulti affetti dalla sindrome di Down è di circa 50, contro un QI di 100 dei bambini che non presentano questa condizione).

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