Iscriviti

Il Covid-19 si combatte con le mascherine, lo studio di Science

L'articolo tratterà uno studio pubblicato dalle ricerche effettuate dai docenti della University of California San Diego riguardante l'uso e l'efficacia delle mascherine durante la fase 2.

Salute
Pubblicato il 29 maggio 2020, alle ore 13:04

Mi piace
3
0
Il Covid-19 si combatte con le mascherine, lo studio di Science

I ricercatori della University of California hanno pubblicato uno studio condotto sull’efficacia delle mascherine in questa fase 2 dell’emergenza Coronavirus che ora tutti siamo costretti a vivere. Oramai in quasi tutte le città di Italia è obbligatorio indossare i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale) negli spazi pubblici per far fronte alla diffusione del virus.

Molti sono scettici riguardo l’uso e l’efficacia delle stesse, mentre dall’America arriva questo studio che confermerebbe quanto detto già dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, ossia che indossare le mascherine in maniera corretta ha una funzione di barriera fisica che impedisce il diffondersi di particelle virali.

Gli studi effettuati in queste ultime settimane hanno ampiamente dimostrato che il virus si diffonde grazie ai soggetti asintomatici che, non sapendo di essere malati, conducono una vita normale. Per questo motivo chiunque, non solo i soggetti che hanno contratto il virus, hanno l’obbligo e il dovere di indossare le mascherine protettive, oltre a mantenere le giuste distanze e a lavarsi sempre le mani.

Le particelle sospese in aria

Per conoscere meglio questo virus e il modo in cui agisce, i ricercatori hanno analizzato l’ambiente in cui è presente il virus. I colpi di tosse e gli starnuti che vengono emessi hanno la potenzialità di creare decine di migliaia di particelle contenenti agenti virali e che possono viaggiare lontani. Dunque, per ammalarsi non è necessario entrare per forza a contatto con i fluidi di un soggetto malato, ma basta inalare una di queste piccolissime particelle che fluttuano nell’aria.

Sempre secondo questi studi, le particelle infettive riescono ad annidarsi con più facilità se esse si trovano in ambiente dove il cambio di aria non avviene per molte ore. In questo modo per loro sarà più facile penetrare all’interno dei polmoni del soggetto sano; in base a questi studi, dunque, trovare una distanza di sicurezza universale e applicabile in qualsiasi luogo è praticamente impossibile. È’ necessario che ogni luogo chiuso, specie se al suo interno presenta un numero di persone non indifferente, sia arieggiato costantemente.

Prendere a campione gli altri Paesi che, prima di tutti, hanno dovuto affrontare il Coronavirus è il modo migliore per imparare a conoscerlo ed evitarlo. I ricercatori sostengono infatti che quei Paesi che sono stati capaci di limitare la diffusione del virus ci sono riusciti mediante l’utilizzo delle mascherine. In particolare, è fondamentale utilizzarle in tutti quei luoghi dove c’è più affollamento, come ad esempio supermercati, mezzi di trasporto pubblici, ristoranti: è proprio quì che si può accumulare una maggiore concentrazione di particelle virali.

Video interessanti:
Cosa ne pensa l’autore
Stefania Giovinazzo

Stefania Giovinazzo - Credo che se tutti seguiamo le direttive dell'OMS, della comunità tecnico-scientifica ed utilizziamo il buon senso possiamo uscirne. Dobbiamo pensare non solo a noi stessi ma soprattutto ai soggetti deboli. Siamo una grande comunità, bisogna smetterla di calpestarci i piedi e pensare a fare fronte comune.

Lascia un tuo commento
Commenti

Non ci sono ancora commenti su questo contenuto. Scrivi la tua opinione per primo!