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Il Coronavirus si è indebolito? Lo spiega l’immunologo

Alberto Mantovani ha spiegato che non è il virus ad essersi indebolito, ma è un mix di tre motivi. In primis l'estate, poi i giovani che rappresentano i nuovi positivi hanno difese immunitarie migliori.

Salute
Pubblicato il 26 agosto 2020, alle ore 09:10

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Il Coronavirus si è indebolito? Lo spiega l’immunologo

Il Coronavirus si è indebolito? È una domanda che tanti si sono posti, perché nonostante l’aumento dei casi il numero di decessi è rimasto inalterato. Allora, non è il virus in sé che si è indebolito, ma è stata l’estate e il caldo ad attenuare l’infezione. Questo è quanto spiegato da Alberto Mantovani, direttore scientifico dell’Istituto Clinico Humanitas di Milano e professore Emerito dell’Humanitas University.

Intervistato dal Corriere della Sera, ha anche spiegato il comportamento degli italiani che sono andati in vacanza all’estero. Afferma che molti italiani stanno rispettando il distanziamento sociale e indossano le mascherine. Ribadisce ancora una volta che il Covid-19 non è mutato rispetto ai tempi del lockdown. Le notizie di un virus più debole, in realtà, sono degli studi non pubblicati e che creano solo confusione.

Il Coronavirus non si è indebolito: il clima fa la differenza

In realtà, sarebbero tre le motivazioni per cui la malattia è più limitata. La prima è che la polmonite di fatto, è difficile che si manifesti in estate. Il secondo motivo è che gli anziani, i soggetti più “deboli”, sono controllati maggiormente, e il terzo è che poiché molti nuovi positivi sono i giovani, essi hanno delle difese immunitarie migliori. Pertanto, molti di essi sono semplicemente asintomatici, dunque non presentano i soliti sintomi del Covid-19.

Ciò, però, non significa che è possibile abbassare la guardia. Come è stato possibile notare, l’estate tra un mese finirà e se non si pone attenzione ci si potrebbe ritrovare nella stessa situazione di qualche mese fa. 

Resterà importante, dunque, continuare a mantenere tutte le misure adottate finora. La soluzione definitiva dovrebbe essere il vaccino, che comunque alcuni dicevano che non funzionava per sempre. In pratica, il vaccino dovrebbe essere fatto periodicamente per mantenere alto l’effetto contro il noto Coronavirus. I vaccini prima di essere resi disponibili dovranno essere testati completamente, per limitare al massimo gli effetti collaterali. Dunque niente scorciatoie per essi: i test saranno effettuati come ogni nuovo farmaco.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesco Menna

Francesco Menna - Effettivamente, in estate gli effetti sono stati meno letali. Però finché non ci sarà il vaccino, non possiamo abbassare la guardia. Alcune università, ad esempio, continuano con le lezioni a distanza per evitare assembramenti in aula e per limitare il numero di persone che viaggiano sui mezzi pubblici in contemporanea.

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