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Il caffè può ridurre l’insorgenza di tumori all’apparato digerente e al fegato

Una ricerca internazionale ha ravvisato l’esistenza di un legame tra il consumo di caffè e la diminuzione dei casi di cancro che coinvolgono il fegato, il cavo orale, l’esofago, lo stomaco e il colon-retto.

Salute
Pubblicato il 3 marzo 2020, alle ore 19:21

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Il caffè può ridurre l’insorgenza di tumori all’apparato digerente e al fegato

Basandosi sulle conclusioni di una ricerca pubblicata sulla rivista scientifica Food Research International, chi è solito consumare caffè, ha minori possibilità di essere colpito da un tumore che interessa il tratto digerente. A documentarlo è stato uno studio internazionale al quale hanno partecipato i ricercatori dell’Università Statale di San Paolo del Brasile e dell’Università di Granada. Come sostenuto dagli scienziati brasiliani e spagnoli, nella classica tazzina di caffè che viene bevuta in diversi varianti tra cui l’espresso, sono contenute una serie di sostanze che proteggono l’apparato digerente dai tumori.

I ricercatori si sono particolarmente concentrati su alcune sostanze come gli alcaloidi della caffeina e della trigonellina, l’estere polifenolico e l’acido clorogenico, importanti composti bioattivi che hanno dimostrato di poter agire sulle molecole coinvolte nella formazione delle neoplasie. Grazie alla combinata presenza di queste sostanze, chi beve caffè può ridurre l’insorgenza di tumori che riguardano il fegato, il cavo orale, l’esofago, lo stomaco e il colon-retto.

Detto in altre parole, il caffè avrebbe dimostrato di poter ridurre la possibilità di ammalarsi di una qualsiasi neoplasia che colpisce l’intero tratto digerente. Inoltre, alla luce di quanto evidenziato, i ricercatori hanno dichiarato che i risultati conseguiti offrono l’opportunità per comprendere come muoversi per combattere sia le metastasi che le temutissime recidive, che essendo più aggressive, si caratterizzano per una maggior capacità di resistere alle terapie convenzionali come la radio e la chemioterapia.

Già in passato diversi studi avevano individuato le virtù del caffè, arrivando alla conclusione che non fosse una bevanda cancerogena. Solo alcuni mesi fa, una ricerca inglese portata avanti per oltre sette anni su un campione di quasi mezzo milione di persone, aveva scoperto che bevendo caffè si aveva il 50% in meno di possibilità di poter sviluppare il carcinoma epatocellulare (Hcc), la più diffusa tipologia di cancro al fegato.

Sempre a riguardo dei benefici anti-tumorali del caffè, anche il dipartimento di epidemiologia e prevenzione presso l’Istituto Neurologico Mediterraneo Neuromed (Irccs) con sede nella provincia di Isernia, aveva scoperto che bevendo non meno di tre tazzine di caffè al giorno, si poteva ridurre del 53% l’insorgenza del carcinoma della prostata negli uomini.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Il caffè, croce e delizia non solo di molti italiani, è una bevanda che si presta a storiche critiche e apprezzamenti. Dalle numerose ricerche che lo hanno scomposto sino ai minimi termini, è logico concludere che sarebbe sbagliato rimuoverlo del tutto dalle proprie abitudini alimentari. In ragione di quelle che sono le proprie condizioni di salute, andrebbe quindi assunto, ma sempre senza esagerare. Solo in questo modo si potrebbe fare tesoro dei suoi numerosi benefici, virtù antitumorali comprese.

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