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I virus influenzali si diffondono anche con la polvere

Secondo una recente ricerca, i virus dell'influenza, per contagiare, non hanno bisogno di provenire direttamente dalle vie respiratorie di un paziente infetto, ma possono propagarsi anche attraverso polveri e particelle invisibili sospese nell'aria.

Salute
Pubblicato il 2 settembre 2020, alle ore 18:07

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I virus influenzali si diffondono anche con la polvere

Secondo una recente ricerca, pubblicata sulla rivista Nature Communications e condotta negli Stati Uniti da un team di ricercatori dell’Università della California, a Davis, e della Icahn School of Medicine at Mount Sinai, i virus dell’influenza, per contagiare, non hanno bisogno di provenire direttamente dalle vie respiratorie di un paziente infetto, ma possono propagarsi anche attraverso polveri e particelle invisibili sospese nell’aria.

Per giungere a questa conclusione, i ricercatori hanno diffuso particelle di virus influenzali sulla pelliccia di alcuni porcellini d’India non infetti e immuni alla malattia. Pur avendo soltanto il pelo contagiato, i porcellini d’India sono stati in grado di emettere, attraverso il semplice movimento, fino a 1.000 particelle di sporco al secondo, capaci appunto di veicolare gli agenti patogeni agli altri animali, nonostante non lo trasportassero nel tratto respiratorio.

Questo esperimento dimostrerebbe dunque che il contagio non deve necessariamente passare dalle goccioline di aerosol per essere infettivo. In altre parole. la trasmissione dei virus influenzali non avviene solo attraverso starnuti, tosse e conversazioni ravvicinate. In una seconda fase della sperimentazione, sono stati condotti ulteriori test volti invece a misurare la capacità delle fibre microscopiche degli oggetti inanimati di trasportare il virus dell’influenza.

A tal proposito i ricercatori hanno diffuso i virus influenzali su fazzoletti di carta, li hanno poi lasciati asciugare e accartocciati davanti al misuratore automatico delle particelle. I ricercatori hanno osservato così che le fibre sgualcite di cellulosa hanno rilasciato ben 900 micro particelle di polveri al secondo, delle dimensioni giuste per essere inalate.

Secondo gli scienziati questa scoperta potrebbe avere dei risvolti molti interessanti anche per quanto riguarda la trasmissione di coronavirus come il SARS-CoV-2. I fatti ci hanno dimostrato finora che nelle aree ad alta concentrazione di polveri sottili, come la Pianura Padana, si sono registrate forme più gravi di Covid-19, anche se non sono state trovate ancora prove scientifiche in merito al ruolo dell’aria inquinata nella diffusione del virus.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Alla luce dell'emergenza sanitaria che tutti noi stiamo attualmente vivendo dal mese di marzo, ritengo che questa scoperta sia davvero molto interessante, sebbene non rappresenti affatto una buona notizia. Se questa scoperta dovesse infatti rivelarsi valida anche per il Covid-19, le precauzioni da prendere dovrebbero essere probabilmente maggiori rispetto a quelle finora adottate.

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