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I display dei dispositivi digitali modificano il cervello dei bambini

Una nuova ricerca scientifica punta il dito sulle conseguenze di un’eccessiva esposizione dei bambini a tablet e smartphone. Dallo studio delle risonanze cerebrali, si è arrivati ad una scoperta preoccupante: ecco di cosa si tratta.

Salute
Pubblicato il 8 novembre 2019, alle ore 11:59

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I display dei dispositivi digitali modificano il cervello dei bambini

L’allarme è già stato lanciato da diversi anni: il display di smartphone, tablet e televisioni ha un influsso non trascurabile sul cervello dei bambini. Forte dei dati raccolti dai vari studi scientifici che si sono susseguiti in questi anni, alcuni mesi fa la stessa OMS, l’Organizzazione Mondiale della sanità, aveva ribadito l’importanza di non esporre agli schermi digitali i bambini di età inferiore ai due anni.

Oggi, a conferma dell’avvertimento lanciato dall’OMS, una nuova ricerca non fa che confermare l’importanza di ridurre al minimo lo screen time, ossia il tempo di esposizione dei più piccoli agli schermi digitali. Portato a termine dal Cincinnati Children’s Hospital Medical, lo studio si è basato sulle analisi delle risonanze cerebrali dei bambini esposti ai display dei dispositivi digitali.

Il monitoraggio portato a termine dagli scienziati, ha rilevato un aspetto molto preoccupante: l’eccessiva esposizione ai monitor comporta una graduale perdita delle capacità cognitive. Capeggiati dal dottor John S. Sutton che è stato altresì supportato dagli scienziati dell’Educational Neuroimaging Center, con delle risonanze magnetiche si è scoperto che la prolungata esposizione agli schermi altera le connessioni nervose del cervello.

In altre parole a venire compromessa è la trasmissione di informazioni tra i neuroni, determinando dei ritardi nello sviluppo che si manifestano con minori abilità cognitive, deficit nel linguaggio e nell’alfabetizzazione. A essere intaccata è la materia bianca, responsabile della comunicazione tra le varie aree del cervello e dello sviluppo linguistico.

Tutto ciò ha ovviamente una serie di conseguenze, come possono essere l’utilizzo di un linguaggio meno espressivo, una minore velocità di elaborazione delle informazioni, e più in là con gli anni, un’evidente difficoltà nell’apprendimento e nella capacità di scrittura. In conseguenza di questi risultati, l’American Academy of Pediatrics e la Canadian Society of Pediatrics ha voluto precisare che i bambini di età compresa tra da 0 a 2 anni non dovrebbero essere esposti alla tecnologia, mentre per quelli dai 3 ai 5 anni non si dovrebbe superare un’ora al giorno, che salirebbe invece a tre per la fascia d’età compresa tra i 6 ai 18 anni.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Prima di smartphone, tablet e computer, negli scorsi decenni sotto accusa erano finiti gli schermi delle televisioni, dalle quali a più riprese si consigliava di rimanere il più possibile lontani. Oggi con il drastico aumento dei dispositivi digitali, i monitor sono pressoché ovunque, da qui l’esposizione aumenta drasticamente. L’unica soluzione non può quindi essere quella di far sì che i più piccoli non stiano a lungo attaccati a questi dispositivi.

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