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I denti da latte possono predire il rischio di sviluppare disturbi mentali

I denti da latte sarebbero dei possibili indicatori della salute mentale non solo dei bambini, ma anche delle rispettive madri. A suggerirlo è uno studio condotto dai ricercatori dell’Harvard School of Dental Medicine.

Salute
Pubblicato il 17 novembre 2021, alle ore 12:04

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I denti da latte possono predire il rischio di sviluppare disturbi mentali

Oltre ad essere un biglietto da visita dell’igiene del cavo orale, dall’analisi dei denti da latte si potrebbe predire il rischio di insorgenza di alcuni disturbi mentali. Ma non ci sarebbe solo questo: stando ai risultati di uno studio realizzato dall’Harvard School of Dental Medicine, i denti da latte dei bambini sono correlati anche allo stato di salute delle madri e riflettono tutte le esperienza più stressanti vissute dai figli nel grembo materno e nei primi mesi di vita.

Come pubblicato sulla rivista specializzata Jama Network Open, i denti sarebbero dunque la cartina tornasole della salute mentale di madri e figli. Al pari degli anelli dei tronchi degli alberi, terrebbero traccia degli avvenimenti più significativi del passato e potrebbero fornire informazioni significative su quali disturbi mentali si potranno sviluppare in avvenire.

Per arrivare a formulare queste conclusioni, un team di ricerca capeggiato da Erin C. Dunn, professoressa associata presso il Massachusetts General Hospital (MGH), ha esaminato i denti da latte di 70 bambini. Dalle loro analisi è emerso che chi nelle ultime settimane di gestazione aveva riferito di aver sofferto di ansia o di forme di grave depressione, ha dato alla luce figli che con la dentizione da latte ha sviluppato linee di crescita dei denti più ampie. Queste sono invece risultate meno marcate tra coloro che una volta partorito, avevano potuto contare su adeguate forme di assistenza sociale.

Da qui i ricercatori sono arrivati a concludere che la crescita dei denti da latte sia influenzata dagli eventi traumatici vissuti dalla madre durante la gravidanza, ma anche da quelli a cui i figli sono stati esposti nei primi mesi di vita.

Al momento non è chiaro quale meccanismo possa spiegare quanto osservato. L’ipotesi più accreditata è che le “linee di crescita” chiamate dai ricercatori anche “linee di stress”, siano condizionate dalla presenza del cortisolo, l'”ormone dello stress” che dovrà in qualche modo interferire con le cellule responsabili della crescita dello smalto dei denti. Per approfondire questo aspetto, sarà pertanto necessario condurre ulteriori test dai quali si potrà comprendere meglio non solo tali dinamiche, ma a detta della ricercatrice sarà anche possibile “capire in anticipo l’eventuale rischio di insorgenza di disturbi mentali per i bambini esposti ad eventi stressanti nella prima infanzia, così da monitorarli e prevenirli con trattamenti adeguati, se necessario”.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Ogni parte del nostro corpo è influenzata da diversi fattori, inevitabilmente destinati ad impattare sia a livello fisico che psichico. I denti devono in qualche modo rappresentare una testimonianza di come abbiamo vissuto, in quanto custodiscono la memoria dei momenti più traumatici della nostra esistenza. Con queste premesse, lo stress e il cortisolo possono impattare sullo smalto dei denti, che a loro volta potrebbero crescere diversamente proprio come effetto dell’adozione di una particolare strategia difensiva contro gli eventi avversi. Allo stesso tempo, tali studi dimostrano quanto stretto sia il legame che unisce madri e figli non solo nel corso della gestazione, ma anche durante la prima infanzia. Non è quindi da escludere che ulteriori studi possano far emergere altri dettagli tanto sorprendenti quanto inaspettati.

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