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I celiaci potranno tornare a mangiare pane e pasta

I celiaci potranno mangiare nuovamente pane e pasta, grazie ad una ricerca scientifica che riuscirebbe ad eliminare la reazione allergica. Si lavora già ad un brevetto

Salute
Pubblicato il 17 giugno 2014, alle ore 18:24

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I celiaci potranno tornare a mangiare pane e pasta

Buone notizie per i celiaci. Da oggi anche gli intolleranti al glutine potranno tornare a consumare pane e pasta, fino ad oggi un vero cibo proibito.

L’università di Foggia, infatti, ha messo a punto una tecnica, che dovrebbe riuscire a modificare il pane e la pasta in modo tale da essere consumati anche dai celiaci, ovvero da chi è intollerante al glutine. Questo nuovo metodo, messo a punto di recente, modifica il glutine che si trova nel frumento, evitando così di provocare reazioni allergiche pericolose per la salute.

Il prodotto ottenuto dal metodo messo a punto dai ricercatori di Foggia è stato battezzato con il nome di Gluten Friendly e riuscirebbe a comporre le stesse farine che vengono utilizzate per il pane, la paste e tanti altri prodotti a base di frumento. Ad essere modificata è proprio la catena della reazione allergica, che si verifica quando il glutine viene ingerito. In questo modo questa reazione viene interrotta, permettendo di fatto quindi anche ai soggetti più intolleranti di poter tornare a consumare pane e pasta.

Al momento si tratta ancora di un progetto sperimentale, ma stando a quanto ha riportato l’università che ha condotto gli studi, si starebbe già lavorando alla realizzazione di un brevetto. Presto, quindi, le abitudini alimentari dei celiaci potrebbero cambiare, tornando ad inserire nella propria dieta il pane e la pasta, due degli alimenti che mancano di più a chi soffre di questa intolleranza.

Questa incredibile ed importante scoperta arriva qualche giorno dopo la scoperta di un enzima, che riuscirebbe a limitare la reazione allergica al glutine. Sono tanti, quindi, i progetti scientifici che ruotano intorno alla celiachia. Una patologia che al momento non conosce una cura che non sia alimentare, ma che adesso potrebbe essere vicina ad una svolta, rendendo la qualità della vita di chi ne è affetto più semplice.

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