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Gli scienziati rivelano che difficilmente si scoprirà l’origine del Covid-19

Nonostante gli sforzi compiuti negli ultimi mesi, la ricerca scientifica non è riuscita a far luce sull’origine del Coronavirus. Si è quindi spinti a credere che difficilmente scopriremo come tutto ha avuto inizio.

Salute
Pubblicato il 21 maggio 2020, alle ore 21:23

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Gli scienziati rivelano che difficilmente si scoprirà l’origine del Covid-19

Se si è concordi nell’affermare che la pandemia di Covid-19 abbia avuto inizio a Wuhan, per settimane epicentro della crisi sanitaria, rimangono invece molti dubbi su quella che è l’origine di un virus che ha raggiunto ogni angolo del pianeta. A voler far luce su questo punto è l’Assemblea Mondiale della Sanità, l’organo legislativo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), che preme affinché si possa dar vita ad un’indagine internazionale, iniziativa vista non di buon occhio dalla Cina, che teme possa trasformarsi in un’inchiesta sulle proprie responsabilità.

Così, dopo aver confermato l’origine naturale del virus, la ricerca medica si è posta come obiettivo quello di mettere a nudo i suoi molteplici segreti. Rimane infatti ignoto da quale animale tutto sia partito e quando ci sia stato il tanto temuto salto di specie. Gli scienziati sono convinti che una volta risposto a queste domande, oltre a prevenire ulteriori mutazioni e passaggi di specie, si porrebbero le basi per produrre un vaccino.

Sul punto, dopo aver identificato il genoma del SARS-CoV-2, è stata riscontrata un’affinità del 96% con il coronavirus isolato nel 2013 in una specie di pipistrelli. Utilizzando alcuni modelli statistici-matematici, quel 4% di differenza ha permesso di appurare che non meno di 50 anni fa, i due virus condividevano un antenato comune. In altre parole in oltre mezzo secolo, il virus responsabile della pandemia che stiamo vivendo si è costantemente evoluto fino a colpire l’uomo.

Un paio di mesi fa, un’altra ricerca aveva ipotizzato che il virus fosse partito dai pangolini. Successive analisi, pur contestando questa eventualità, non li hanno categoricamente esclusi dalle indagini, ritenendoli coinvolti nella veste di vettori. Brancolando nel buio, è stato proposto di studiare i tessuti animali raccolti per vari motivi nel corso degli anni. Con la volontà di non lasciare nulla di intentato, la speranza sarebbe quella di trovare un indizio tra uno dei campioni in nostro possesso.

Non è nemmeno mancato chi ha proposto di verificare quali animali possano essere infettati, trasmettendo il virus. Questo approccio è stato però contestato, in quanto replicandosi, il virus ha dimostrato grande capacità di adattamento alla specie colpita. Proprio per questa serie di ragioni, molti virologi sono convinti che non avremo mai modo di ricostruire a ritroso il percorso evolutivo del virus, né tanto meno potremo determinare con certezza quali altri animali abbia colpito prima di raggiungere l’uomo.

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