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Firenze

Firenze: ricostruito l’orecchio di un 13enne grazie alla stampa 3D

Grazie alla stampa 3D, un team di chirurghi e ingegneri ha ricostruito l'orecchio di un 13enne, privo sin dalla nascita di entrambi i padiglioni. L’intervento è il primo in Italia che si è avvalso di questo particolare tipo di tecnologia.

Salute
Pubblicato il 31 ottobre 2019, alle ore 09:45

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Firenze: ricostruito l’orecchio di un 13enne grazie alla stampa 3D

Quello andato in scena all’ospedale Meyer di Firenze è il primo intervento di chirurgia ricostruttiva realizzato facendo uso della stampa 3D. A beneficiarne è stato un ragazzo di soli 13 anni, sprovvisto sin dalla nascita di entrambi i padiglioni auricolari.

Colpito da microtia, una malformazione congenita rara e nel suo caso bilaterale, il paziente in questione era del tutto sprovvisto di entrambe le orecchie. Per cercare di rimediare a questa vistosa malformazione, i chirurghi del nosocomio toscano hanno deciso di ricostruire uno dei due padiglioni, partendo da una piccola porzione di cartilagine costale prelevata dal bambino.

Successivamente, avvalendosi di una Tac e di un software di ultima generazione, i medici sono stati in grado di ricreare la forma esatta di quello che sarebbe diventato il suo orecchio. Per capire esattamente quale porzione di cartilagine prelevare, è stato dapprima realizzato un campione del tutto identico a quello finale, le cui forme hanno ripreso il disegno dell’orecchio della madre, a suo volta sottoposto a scansione 3D.

Una volta stampato in tutte le sue parti, l’orecchio è stato ulteriormente modellato in sala operatoria per renderlo il più possibile preciso e realistico. A quel punto, insieme con un gruppo di ingegneri che ha reso possibile la stampa in formato 3D, si è potuto procedere con l’intervento capeggiato dal dottor Flavio Facchini. Prima di procedere con l’operazione vera e propria, lo staff medico si è allenato sul campo attraverso delle simulazioni, indispensabili per affinare la tecnica, prevenire possibili imprevisti e ridurre i tempi di esecuzione e di durata dell’anestesia.

Per un bambino con una malformazione che era così evidente, il recupero estetico acquista una grande valenza psicologica e sociale: lui non aveva problemi di udito, ma la malformazione gli creava grande disagio” ha raccontato il chirurgo che ha seguito il caso del ragazzino, atteso nei prossimi mesi in ospedale per sottoporsi all’intervento di ricostruzione dell’altro orecchio.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La moderna tecnologia permette di raggiungere dei risultati che solo qualche decennio fa sarebbero stati inimmaginabili. Immagino quale disagio e vergogna dovesse provare il ragazzino, oggetto della curiosità e degli sguardi non solo dei suoi coetanei, ma più in generale di chiunque avesse avuto modo di incrociarlo. Ora l’unico augurio è che potrà finalmente rapportarsi in modo diverso con le persone, migliorando la considerazione che lui ha di se stesso.

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