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Essere in sovrappeso può pregiudicare le attività del cervello

Uno studio americano ha dimostrato che un aumento di peso corporeo diminuisce le attività cerebrali in alcune regioni del cervello e aumenta di rischio di diverse patologie neurologiche.

Salute
Pubblicato il 8 agosto 2020, alle ore 11:52

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Essere in sovrappeso può pregiudicare le attività del cervello

I chili di troppo sono dannosi per il nostro corpo e anche per il nostro cervello: lo rallentano. Lo studio che lo dimostra è stato condotto in collaborazione con strutture rinomate per la cura delle patologie neurologiche. La ricerca è stata condotta dall’Amen Clinics e del Myrna Brind Center for Integrative Medicine presso ilT Jefferson University Hospital di Philadelphia. I risultati sono stati resi noti sul Journal of Alzheimer’s Disease.

Lo scopo dei ricercatori era quello di rintracciare il collegamento tra obesità e problematiche patologiche. Per questo sono stati analizzati gli esami di 17mila pazienti e ben 35mila scansioni di neuroimaging funzionali in particolare di  SPECT, la tomografia ad emissione di fotone singolo. Il risultato delle analisi è che c’è una correlazione tra un aumento dell’indice di massa corporea e una riduzione del flusso sanguigno nel cervello con una diminuzione anche dell’attività cerebrale.

Le conseguenze possono essere molto serie, come spiega Andrew Newberg, neuroscienziato del Myrna Brind Center for Integrative Medicine: “Questo studio dimostra che il sovrappeso o l’obesità influiscono gravemente sull’attività cerebrale e aumentano il rischio di malattia di Alzheimer, nonché molte altre condizioni psichiatriche e cognitive”. Tra le patologie associate a un indice di massa corporea eccessivamente alto ci sono: depressione, disturbo da deficit di attenzione-iperattività, disturbo bipolare, schizofrenia, dipendenze, tendenze al suicidio.

Il sovrappeso influisce sulle nostre attività cerebrali riducendole ed esponendoci al rischio di sviluppare diverse patologie neurologiche, in particolare l’Alzheimer. George Perry, caporedattore del Journal of Alzheimer’s Disease and Semmes Foundation ha dichiarato: “Cambia la prospettiva dell’Alzheimer come una patologia legata all’avanzare dell’età e pone al centro dell’attenzione anche lo stile di vita“.

Altre ricerche recenti hanno messo in luce come alcuni aspetti del nostro vivere quotidiano aumentano il rischio di sviluppare l’Alzheimer, come l’igiene orale e il rimuginare sul passato. Come suggerisce Daniel G. Amen, fondatore della Amen Clinics: “La prevenzione  è fondamentale in questi casi, il nostro lavoro apre prospettive allarmanti, ma abbiamo imparato che l’ambiente può influire sulla salute del cervello e che è possibile adottare abitudini salutari, come un’alimentazione sana ed equilibrata e un programma di esercizio fisico regolare”.

In conclusione mantenersi in forma è fondamentale per la nostra salute fisica e mentale. Gli antichi dicevano: “Mens sana in corpore sano“, che non vuole dire solo mantenere sani sia la mente che il corpo, ma che uno è collegato all’altro, bisogna avere un corpo in forma per avere una mente sana.

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Cosa ne pensa l’autore
Monica Pozzoli

Monica Pozzoli - È veramente allarmante il fatto che sempre più ricerche dimostrano che più fattori possono fare diminuire le nostre attività cerebrali fino a sviluppare condizioni croniche. Si sapeva già che un accumulo di grassi nei vasi sanguigni diminuisce l'apporto di sangue e ossigeno ai tessuti cerebrali limitandone le funzioni. Questa ricerca dimostra che gli effetti non sono solo temporanei, ma possono causare danni seri.

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