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Epidemia di ebola in Guinea: 70 decessi dall’inizio dell’anno

E' emergenza epidemia di ebola in Guinea. Dall'inizio dell'anno sono stati molti i casi di infezione con una mortalità del 70%. All'inizio il virus si era riscontrato solo in zone del sud, mentre ora ha raggiunto anche la capitale Conakry

Salute
Pubblicato il 2 aprile 2014, alle ore 20:10

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Epidemia di ebola in Guinea: 70 decessi dall’inizio dell’anno

E’ emergenza epidemia di ebola in Guinea. Sono state le autorità del Paese africano che hanno confermato la presenza del virus. All’inizio la sua diffusione era circoscritta solo a zone del sud, mentre ora si sono manifestati i primi casi anche nella capitale, Conakry. Si tratta della prima volta che la Guinea viene colpita da questa epidemia di ebola ed è anche la prima volta che si riscontra nell’Africa occidentale.

Questo tipo di virus è molto pericoloso, si tratta di una febbre emorragica di solito mortale. I primi sintomi sono forti mal di testa, febbre e dolori acuti al petto. E’ molto temuto come virus perchè colpisce il cervello, portando addirittura al coma, e il sistema circolatorio, provocando delle emorragie interne ed esterne. La morte sopraggiunge a causa della formazione di coaguli di sangue che possono arrivare fino al cervello e danneggiare organi importanti come il fegato e i reni. Il contagio avviene con il contatto con i fluidi corporei infetti sia di animali che di persone, vivi o morti, e purtroppo non esistono ancora delle cure valide.

In Guinea ci sono stati dall’inizio dell’anno circa 111 casi di cui 70 sono i decessi, perciò il tasso di mortalità è molto alto. Si stanno facendo tutti gli sforzi possibili per limitare la diffusione dell’epidemia. L’impegno non è solo della Guinea, ma di tutti i Paesi confinanti, addirittura il Senegal ha chiuso il confine con la Guinea e sta facendo controlli intensivi sia nei porti che negli aeroporti.

E’ stato sospeso il concerto dell’artista senegalese, Youssou Ndour, che si doveva tenere a Conakry, per evitare che si radunassero migliaia di persone con il conseguente aumento del rischio di contagio.

Nel Paese è attiva anche l’organizzazione di Medici Senza Frontiere, che ha aumentato il numero di medici presenti nel territorio, per poter arginare il virus ebola impiegando tutti i mezzi possibili. Anche l’Italia ha deciso di intervenire per aiutare la popolazione inviando medici e ricercatori dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Spallanzani di Roma, ai quali si aggiungeranno esperti tedeschi, francesi e britannici. La missione prende il nome di European Mobile Laboratory che lavorerà in stretto contatto sia con le autorità della Guinea sia con l’organizzazione di Medici Senza Frontiere. L’interesse di risolvere la situazione è naturalmente di tutti i Paesi, perchè il rischio che si diffonda è elevato. Ultimamente c’e stato anche un allarme ebola in Canada, a causa di un uomo che riscontrava i sintomi dell’infezione e che aveva fatto un viaggio in luoghi esposti al virus, allarme che poi è rientrato. Le autorità canadesi insieme all’Organizzazione Mondiale della Sanità hanno affermato che si è trattato di un caso di malaria. L’attenzione, comunque, rimane alta ed è consigliato di evitare viaggi in posti a rischio ebola.

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