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Emergenza Coronavirus: gli epidemiologi spagnoli chiedono di vietare il fumo nei luoghi pubblici

La società spagnola di epidemiologia ha chiesto al governo di Pedro Sanchez di inasprire le norme riguardanti il fumo nei luoghi pubblici all’aperto. L’intenzione è quella di ridurre la diffusione del “droplet”, pericoloso mezzo di diffusione del virus.

Salute
Pubblicato il 28 luglio 2020, alle ore 12:30

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Emergenza Coronavirus: gli epidemiologi spagnoli chiedono di vietare il fumo nei luoghi pubblici

Quello tra fumo di sigaretta e Coronavirus, rimane un legame molto discusso e controverso. Durante il lockdown, in più di una circostanza si è ipotizzato che la nicotina potesse rappresentare uno scudo alla pandemia da Covid-19. A corroborare questa posizione ha contributo uno studio realizzato in Gran Bretagna, dal quale è emerso che la proporzione dei pazienti fumatori ricoverati in ospedale, sarebbe sorprendentemente “inferiore alle aspettative“.

Altre ricerche hanno però smentito queste conclusioni, ricordando che il fumo riduce sensibilmente le difese immunitarie, spalancando la porta al virus. Proprio per questa ragione, la società spagnola di epidemiologia si è rivolta al governo di Pedro Sanchez, chiedendo di inasprire le leggi sul fumo.

La richiesta che non incontrerà i favori dei tabagisti più incalliti, chiede di vietare il fumo anche nei luoghi pubblici all’aperto. In altre parole sarebbe da proibire anche in spiagge, ristoranti e terrazze, luoghi dove è attualmente consentito. Il giro di vite sarebbe da ricondurre alla necessità di ridurre al minimo l’emissione del famigerato droplet.

Come si può leggere dalla nota scritta dagli epidemiologi iberici, esiste “un rischio concreto di infezione: al momento di buttare fuori il fumo dalla bocca, è possibile emettere particelle d’acqua che possono contenere il Sars CoV 2”. A destare maggior preoccupazione sarebbero i positivi asintomatici: gli effetti della diffusione per via aerea delle loro goccioline di saliva, sarebbero difficilmente prevedibili.

Si deve quindi concludere che oltre ai già noti effetti nocivi sulla salute, il fumo viene messo sotto accusa in quanto contribuisce ad aumentare la diffusione del Coronavirus. Chi entra in contatto con la nube emessa da un fumatore positivo, potrebbe essere colpito da cariche virali altamente contagiose, che di fatto aumenterebbero esponenzialmente il rischio di ammalarsi. Tenendo conto di questo aspetto, il comunicato chiede di consentire il fumo solo negli spazi isolati all’aperto, mentre sarebbe da proibire in tutti gli ambienti sociali e comunitari.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Il fumo è una pessima abitudine che ciascun tabagista dovrebbe cercare di abbandonare. La quarantena poteva essere il momento opportuno per smettere, in quanto oltre ad aver dato maggior risalto a temi come la sanità e la salute, di fatto ha limitato le possibilità di poter acquistare le sigarette. Se poi è anche una causa che contribuisce a diffondere ulteriormente il virus, a maggior ragione dovrebbe spingere i fumatori a dire basta.

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