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Diabete, FreeStyle Libre: quando i pazienti entrano in connessione

Si è tenuto a Girona, tra il 4 e il 6 ottobre, il primo congresso europeo che unisce diabetici di tipo uno e due, utilizzatori del sensore FreeStyle Libre dell’Abbott.

Salute
Pubblicato il 8 ottobre 2019, alle ore 17:48

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Diabete, FreeStyle Libre: quando i pazienti entrano in connessione

Che cosa succede quando la Spagna oltre che a una sostanziosa paella offre una concreta occasione per riunire sia connazionali che italiani sotto l’ala dell’Abbott, azienda multinazionale che produce da pochi, ma apprezzatissimi anni, il sensore FreeStyle Libre? Succede che tra le campagne della Catalogna, all’interno dell’hotel Mas Sola, si è tenuto il primo congresso medico europeo sull’utilizzo dell’apparecchio che permette con una semplice scannerizzazione di tenere sotto controllo in maniera costante e ottimale la glicemia di chi soffre di una patologia che ormai conta cinquecento milioni di pazienti nel mondo.

Il FreeStyle Libre non è solo un dispositivo smart che si può collegare al proprio telefonino in grado di registrare la glicemia in qualsiasi momento lo si desideri, ma è anche una sorta di rete che permette di conoscere ai propri familiari in tempo reale qualsiasi valore si voglia. Peculiarità impossibili da trascurare e che sono state evidenziate in maniera costante e rigorosa dai più grandi specialisti nel settore.

A partire da Jessica Zanardo che ha testimoniato raccontando in che modo il diabete le abbia cambiato la vita inducendola a scoprire una parte di lei incredibilmente coraggiosa e tenace che l’ha persino spinta a scrivere un libro. Per poi proseguire con l’intervento dell’endocrinologa e diabetologa Chiara Guglielmi che ha spiegato come utilizzare il sensore cercando di trarne il massimo beneficio nel controllo della malattia. Senza dimenticare, infine, Emanuele Donati ingegnere sempre attento e pronto a spiegare ogni interazione del sensore con le nuove tecnologie.

Insomma, una bella esperienza, non solo medica ma anche educativa, che ha portato i partecipanti al congresso persino a prendere parte ad uno showcooking a colpi di ricette a basso contenuto glicemico in una meravigliosa serra con vista su un campo da golf.

Tra i partecipanti al congresso vi erano persone di ogni genere e provenienza che non si lasciano affatto abbattere dal diabete. E che, anzi, sul volo di ritorno hanno messo nelle tasche una bella certezza grazie all’Abbott. Il diabete per ora non si può sconfiggere, ma di certo si può scannerizzare. Perché essere smart è bene, ma essere tutti insieme, pronti e connessi a combattere “la bestia”, lo è molto di più.

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Cosa ne pensa l’autore
Brenda Milelli

Brenda Milelli - Non avrei mai osato immaginare che l'Abbott, colosso farmaceutico mondiale, decidesse di scendere in campo per spiegare personalmente come utilizzare i propri prodotti al meglio, facendo appassionare sia giovani che persone di una certa età alla tecnologia della misurazione smart. Spero che questo sia il primo di una lunga serie di congressi che insegnino che la malattia non è più un circuito chiuso, ma un fastidio da condividere ed affrontare tutti insieme grazie alle ammirabili opportunità che finalmente ci offre la scienza.

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