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Dalle spugne marine un alleato contro il cancro della cervice

Una recente ricerca, pubblicata sul Journal of Natural Products, ha dimostrato che una molecola, chiamata manzamina A, contenuta in un tipo di spugna marina della baia indonesiana di Manado, è in grado di contrastare il cancro della cervice.

Salute
Pubblicato il 28 luglio 2020, alle ore 01:03

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Dalle spugne marine un alleato contro il cancro della cervice

I ricercatori della Medical University of South Carolina (MUSC), insieme con gli studenti e i ricercatori dell’Università della Carolina del Sud (UofSC), del College of Charleston, della Gadjah Mada University in Indonesia e dell’University of Malaya in Malesia, sono giunti probabilmente alla scoperta di un nuovo alleato per contrastare la duplicazione cellulare del cancro alla cervice uterina. Stiamo parlando di un tipo di spugna marina che si trova nella baia indonesiana di Manado.

Lo studio in questione, pubblicato sul Journal of Natural Products, ha infatti rivelato che questa spugna è in grado di produrre una molecola chiamata manzamina A, capace di bloccare sia l’herpes che la crescita delle cellule tumorali nel collo dell’utero. In particolare, nei test condotti, la manzamina A sembrerebbe aver ridotto sensibilmente i livelli di espressione di una proteina altamente espressa in varie tipologie di tumori, incluso proprio il cancro della cervice.

Il tumore della cervice uterina interessa il tratto che collega utero e vagina e rappresenta oggi la terza neoplasia più comune tra le donne, dopo quelle al seno e al colon-retto. Sebbene questa malattia sia altamente curabile se diagnosticata in fase iniziale (ad esempio, tramite Pap Test), ogni anno solo nel nostro Paese si registrano circa 2.300 nuovi casi.

Altri studi precedenti avevano già evidenziato l’efficacia dei derivati da spugne contro la malaria e soprattutto contro il melanoma, i tumori della prostata e del pancreas. Numerosi brevetti sono già stati depositati sulla molecola, pertanto il prossimo passo sarà quello di andare verso applicazioni chimiche.

Mark T. Hamann, uno degli autori dello studio, ha commentato: “Questa è una nuova entusiasmante applicazione di una molecola che in precedenza ha mostrato un potenziale significativo per il controllo della malaria e ha buone proprietà farmacologiche. I prodotti naturali hanno portato allo sviluppo della maggior parte dei nostri antibiotici e terapie anti-cancro e molti farmaci per il controllo del dolore.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Personalmente la tematica dei tumori femminili mi sta particolarmente a cuore, pertanto non posso che guardare favorevolmente a qualsiasi ricerca e studio che la riguardi. La ricerca in questione è davvero interessante e trovo sorprendente che la scienza abbia dimostrato in diverse occasioni come dai prodotti naturali spesso possano derivare farmaci e terapie.

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