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Dal buon umore al cervello giovane, la strada è breve

La rivista Psychological Medicine ha pubblicato uno studio di due ricercatori della University of Sussex secondo cui la depressione porta al declino cognitivo e alla demenza.

Salute
Pubblicato il 29 maggio 2018, alle ore 09:56

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Dal buon umore al cervello giovane, la strada è breve

E’ risaputo che un carattere gioviale, allegro fa bene a tutti: prima di tutti alla persona che se lo ritrova, poi a coloro che vivono insieme. Essere di indole positiva, sempre pronti a pensare bene, a trovare il lato positivo degli avvenimenti, può avere un riscontro non indifferente sul proprio cervello, che grazie a questo suo modo di essere rallenta gli effetti negativi, dati dal tempo che passa, sulle abilità mentali e lo aiutano a mantenersi giovane.

A confermare quanto detto c’è uno studio pronto a dimostrare anche il contrario, ossia i disturbi depressivi possono accelerare il declino cognitivo. A parlare della ricerca svolta da Darya Gaysina e Amber John della University of Sussex è la rivista Psychological Medicine citata dall’Ansa nella pagina “Salute e Benessere“. 

Su questo argomento sono già stati pubblicati 34 lavori che hanno coinvolto 71 mila persone. I due ricercatori, Darya e Amber, hanno riletto e revisionato tutto il materiale precedentemente prodotto rintracciando dei risultati significativi. Diversi di questi studi hanno messo in evidenza che c’è “un’associazione tra disturbi depressivi e modifiche anatomico-strutturali del cervello, anche con restringimento dei volumi di alcune aree” come riporta sempre l’Ansa online.

Nel lavoro i ricercatori hanno cercato di “indagare l’impatto dei disturbi depressivi a lungo termine sulle abilità mentali degli individui che già fisiologicamente declinano anno dopo anno”. Senza alcun dubbio la ricerca ha dimostrato che il declino cognitivo età-dipendente, tra le persone “che soffrono di disturbi depressivi o depressione maggiore” è più rapido e significativo rispetto a chi non soffre di depressione.

Secondo i due autori, è necessario che i sistemi sanitari prendano in considerazione che il disagio mentale è sempre più diffuso – si calcola che circa una persona su cinque soffra di problemi depressivi -, al fine di aiutare a prevenire il declino cognitivo e la demenza vera e propria verso cui la depressione porta.

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Penso che questo studio sia molto utile proprio ai sistemi sanitari chiamati a prendere in considerazione seriamente le persone che soffrono di depressione. E questo non solo per i risvolti economici che la malattia può provocare, ma per le persone stesse, per rendere la loro vita più dignitosa e meno sofferta.

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