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Curcuma negli integratori, 12 persone colpite da epatite colestatica acuta: possibile una contaminazione

Da giovedì scorso fino ad arrivare a questa settimana, è salito a dodici il numero delle persone colpite da questa contaminazione: la causa è da ricondurre all'uso della curcuma negli integratori.

Salute
Pubblicato il 21 maggio 2019, alle ore 09:53

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Curcuma negli integratori, 12 persone colpite da epatite colestatica acuta: possibile una contaminazione

Si è verificata una vicenda preoccupante che deve porre delle riflessioni. Si tratta dei dodici casi di epatite acuta che ha costretto delle persone a essere portate in ospedale. Gli esami hanno chiarito la diagnosi in quanto sono state escluse delle cause virali, ed i medici hanno svolto un lavoro fondamentale per capire cosa sia realmente successo.

I medici hanno avuto un dialogo con i pazienti colpiti da questa infezione e sono giunti alla dovuta conclusione secondo la quale la malattia era dovuta a qualcosa da loro ingerito. L’approfondimento delle analisi è stato fondamentale per andare in fondo alla questione e capire che tutti i malati hanno fatto uso della curcuma, lo stesso discorso vale per gli integratori a base di questa sostanza. L’allarme è stato lanciato dal centro dell’Istituto Superiore di Sanità che ha un ruolo rilevante nella vigilanza sugli integratori.

I dodici casi di epatite colestatica di tipo acuto: l’iniziativa del ministero

A preoccupare è il fatto che sale il numero di questi casi pericolosi. Da giovedì scorso la situazione è peggiorata, in quanto siamo passati da nove a dodici persone colpite dalla cosiddetta epatite colestatica di tipo acuto. Il ministero e l’istituto si sono dimostrati determinanti per risolvere la questione e si sono affidati all’aiuto di una commissione composta da esperti per capire da dove potesse essere partita la contaminazione.

In particolare è avvenuta la segnalazione di alcuni prodotti a base di curcuma associata alla piperina. La situazione si fa più complicata per il fatto che i vari malati hanno fatto uso di integratori di marca differente.

Precisando che la curcuma da sola non è per nulla tossica, appare evidente che sia avvenuta una contaminazione. Una delle cause potrebbe essere da ricondurre alla possibilità di un uso diverso della pianta della curcuma: la materia prima proviene dall’India.

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Cosa ne pensa l’autore
Gaetano Perrotta

Gaetano Perrotta - Questa vicenda deve porre delle riflessioni e invitare a far maggiore attenzione relativamente a ciò che si mangia. Un ruolo rilevante deve essere ricoperto dalla sanità che deve dare delle risposte concrete al riguardo. Si deve individuare la causa che è stata determinante per portare a questo tipo di contaminazione.

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Commenti
Fabrizio Ferrara
Fabrizio Ferrara

21 maggio 2019 - 20:30:59

Sarebbe interessante conoscere le marche dei prodotti incriminati, e la provenienza precisa - come filiera - della curcuma usata.

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