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Creato superfarmaco che blocca il neuroblastoma, il tumore più diffuso tra i bambini

Un’equipe di scienziati internazionali ha messo a punto una nuova sostanza in grado di mettere un freno alla crescita del neuroblastoma, uno dei tumori più diffusi tra i bambini di età inferiore ai 5 anni.

Salute
Pubblicato il 14 febbraio 2019, alle ore 10:41

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Creato superfarmaco che blocca il neuroblastoma, il tumore più diffuso tra i bambini

Quello raggiunto da un team di scienziati del dipartimento di Farmacia e Biotecnologie dell’Alma Mater, in collaborazione con colleghi australiani, tedeschi e statunitensi, è un risultato che può davvero riaccendere la speranza.  

Grazie a questa ricerca internazionale in cui non è mancato il contributo dell’Università di Bologna e dell’Airc, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro, è stato possibile creare una sostanza in grado di bloccare i geni responsabili del neuroblastoma, uno dei tumori maligni che colpiscono i bambini di età inferiore ai 5 anni

La ricerca

I ricercatori sono partiti dallo studio del Mycn, il gene responsabile di questa patologia, per il quale non esistono al momento dei farmaci in grado di bloccarne l’azione. Nelle cellule sane sono generalmente presenti due coppie di questo gene, mentre in quelle malate il numero può salire da 10 fino a 500. Non essendo possibile agire direttamente su questo gene, gli studiosi hanno cercato un’altra strada per neutralizzarlo. L’idea è stata quella di inibire i geni che vengono regolati dallo stesso Mycn. 

Per farlo gli studiosi si sono focalizzati sulle poliammine, molecole cruciali nella crescita cellulare e, in quanto tali, presenti in numero elevato all’interno delle cellule tumorali. “Mycn è capace di regolare in modo diverso più di venti geni responsabili della sintesi, degradazione e importo delle poliammine” ha spiegato Giovanni Perini, docente dell’Università di Bologna. Ed è proprio grazie a questo espediente che la cellula tumorale diventa inattaccabile. In passato per contrastare questo fenomeno era stato messo in commercio un farmaco denominato Dfmo, dimostratosi però inefficace.  

Si è infatti scoperto che quando le cellule tumorali non sono più in grado di creare poliammine, per crescere devono attingere questa sostanza da altre fonti. In questo caso è proprio il gene Mycn ad occuparsi di fornire le poliammine, contribuendo ad ingrandire le dimensioni del cancro. Ed è qui che gli scienziati hanno cercato di ingannare le cellule tumorali. Anziché fornire poliammine, i ricercatori hanno somministrato un mix composto da un inibitore denominato Amxt 1501 e lo stesso Dfmo, ottenendo risultati davvero incoraggianti. Come confermato dallo stesso Perini, le cellule tumorali hanno smesso di crescere. L’idea sarebbe ora quella di abbinare l’azione di questa scoperta con la chemioterapia standard, in modo da rendere ancor più efficace la terapia attualmente in uso per contrastare i tumori.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Un altro piccolo passo è stato compiuto per contrastare la diffusione dei tumori. È sempre più evidente che per sconfiggerli bisogna usare la loro stessa strategia: per proliferare, la massa tumorale agisce ingannando il nostro sistema immunitario. A quel punto la risposta della medicina deve essere di ugual tenore. Se saremo in grado anche noi di ingannare il tumore, quest’ultimo troverà la morte proprio lì dove cerca di alimentarsi per diventare più grande e letale.

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