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Covid, terza dose del vaccino: chi la deve fare

Mentre si registra una confortante diminuzione nella diffusione del contagio da Covid19 dovuta alla vaccinazione di massa che ha raggiunto ormai quasi l'80% della popolazione, il Cts da il via libera alla somministrazione dela terza dose

Salute
Pubblicato il 26 settembre 2021, alle ore 12:33

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Covid, terza dose del vaccino: chi la deve fare

L’obbligo del green pass dal prossimo15 ottobre per tutti i lavoratori pubblici e privati, ha spinto verso l’alto la curva dell’andamento delle vaccinazioni anti-Covid19 in Italia. Le dosi di vaccino somministrate ad oggi sono quasi 84 milioni e il 77,5% della popolazione vaccinabile ha ricevuto entrambe le dosi.

Questi i dati forniti dal ministro della salute Roberto Speranza nel corso di un collegamento video con “Futura 2021”, la tre giorni, dal 24 al 26 settembre, promossa dalla CGIL a Bologna.

Grazie alla scelte che abbiamo fatto, c’è stato un aumento significativo delle prime dosi e questo ci mette nelle condizioni di poter governare l’epidemia che però è ancora in corso e ci richiede attenzione e cautela” – ha detto il ministro – “Non dimentichiamo però che siamo ancora dentro la pandemia”.

Intanto il Comitato tecnico scientifico ha sciolto la riserva e ha dato il via libera alla terza dose. Sarà limitata, per ora, solo a particolari categorie: gli over ottanta, gli ospiti delle Rsa e il personale sanitario più fragile per età o patologie pregresse. Rinviata la decisone di estendere la terza dose a tutto il personale sanitario.

L’Istituto superiore di Sanità ha pubblicato un report con i dati sull’andamento del contagio aggiornati al 22 settembre, dal quale risulta che il rischio di morte per Covid è 14 volte più elevato negli over 80 non vaccinati contro il virus. In questa fascia di età, il tasso di ospedalizzazione di coloro che non hanno fatto nessun vaccino., riferito agli ultimi 30 giorni, è circa nove volte più alto rispetto ai vaccinati con ciclo completo (251,8 contro 28,9 ricoveri per 100.000 abitanti). 

Sempre con riferimento a questa fascia di popolazione si osserva inoltre che negli ultimi 30 giorni il tasso di ricoveri in terapia intensiva dei vaccinati con ciclo completo è ben undici volte più basso dei non vaccinati (1,4 contro 15,5 per 100.000 abitanti) mentre il tasso di decesso è quattordici volte più alto nei non vaccinati rispetto ai vaccinati con ciclo completo. 

A fronte della crescita dell’incidenza di contagi rilevata a inizio luglio in tutte le fasce di età, a partire da inizio agosto si è osservata una forte diminuzione dell’incidenza nella fascia 12-19 anni e una diminuzione meno marcata dell’incidenza negli over 20. Per gli under 12, che non hanno accesso alla vaccinazione, l’incidenza del virus ha cominciato a diminuire a fine agosto.

In agenda per oggi la decisione sulla riduzione della quarantena nelle scuole. La proposta è di limitarla al solo compagno di banco in caso di positività. Altro tema all’ordine del giorno: l‘aumento della capienza negli stadi, sale da concerto, cinema e teatri per gli eventi e gli spettacoli. Infine la validità della certificazione di esenzione dalla vaccinazione anti-Covid19 è stata prorogata fino al prossimo 30 novembre

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Cosa ne pensa l’autore
Lucio Cattaneo

Lucio Cattaneo - La somministrazione della terza dose ai cosiddetti "soggetti fragili" è una misura di prevenzione importante e doverosa se si considera che il vaccino ha ormai dimostrato un alto grado di efficacia nella protezione dall'infezione da virus. Per il resto della popolazione è opportuno accertare l'effettiva durata della protezione assicurata dalla somministrazione della doppia dose, anche allo scopo di non sprecare inutilmente dosi di vaccino che possono utilmente essere destinate altrove.

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