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Covid-19, studio scientifico: vaccini a mRna poco efficaci dopo 6 mesi

A renderlo noto è la nota rivista scientifica New England Journal of Medicine. Un gruppo di scienziati Usa ha condotto uno studio sui lavoratori di un ospedale californiano. Efficacia crollata dal 90% di marzo al 65% di luglio.

Salute
Pubblicato il 5 settembre 2021, alle ore 13:34

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Covid-19, studio scientifico: vaccini a mRna poco efficaci dopo 6 mesi

I vaccini anti Covid-19 a tecnologia mRna perderebbero la loro efficacia dopo circa 6 mesi dal completamento del ciclo vaccinale. A renderlo noto è la nota rivista New England Journal of Medicine, che in questi giorni ha pubblicato uno studio efettuato da alcuni scienziati dell’Università di San Diego, in California, la quale dimostrerebbe, in maniera quasi incontrovertibile, di come l’efficacia dei vaccini a mRna (Pfizer e Moderna) sia passata dal 90% di marzo al 60% di luglio. Lo studio è stato condotto su alcuni lavoratori della sanità californiana. 

Gli autori della ricerca, in sostanza, hanno fatto notare che a partire dalla metà di giugno, periodo coinciso con la fine dell’obbligo di indossare le mascherine in tutta la California, i casi di Covid sono aumentati anche tra le persone che avevano completato il ciclo vaccinale con entrambe le dosi, questo forse a causa del diffondersi della variante “Delta”, che, come è risaputo, sarebbe molto più contagiosa delle precedenti. “I nostri dati suggeriscono che l’efficacia del vaccino è considerevolmente inferiore contro la variante Delta e può diminuire nel tempo dalla vaccinazione” – così aferma lo studio.

Nessun decesso tra i vaccinati

Rimangono comunque sostanzialmente positive le notizie che arrivano dallo studio Usa. Infatti, nessuna delle persone vaccinate e che ha contratto l’infezione è deceduta. Solo un contagiato non vaccinato è finito in ospedale con i sintomi provocati dal coronavirus Sars-CoV-2, il patogeno che provoca appunto la malattia Covid-19. 

Secondo quanto spiega l’agenzia Ansa, dall’1 marzo al 31 luglio un totale di 227 operatori sanitari dell’ospedale in cui è stata effettuata la ricerca sono risultati positivi al Sars-CoV-2; 130 dei 227 dipendenti (57,3%) erano completamente vaccinati. I sintomi della malattia si sono manifestati in 109 dei 130 lavoratori completamente vaccinati e in 80 dei 90 non vaccinati. 

Questi dati ci aiutano a comprendere comunque l’efficacia dei vaccini. I sintomi infatti sono comparsi in maniera minore nelle persone vaccinate che in quelle non vaccinate. Un altro dato che fa notare la ricerca è riferito all’Inghilterra, dove l’intervallo tra le due somministrazioni dei vaccini a mRna è stato esteso a 12 settimane: lì l’efficacia del siero si è mantenuta stabilmente all’88%, anche se, come si è visto nelle scorse settimane, il Paese ha dovuto fare i conti nelle scorse settimane con un leggero aumento dei contagi che poi si è andato man mano stabilizzando. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Questa notizia è molto importante, perchè può aiutare a far capire gli scienziati su come e quando somministrare una eventuale terza dose, soprattutto alle persone fragili e agli immunodepressi. I vaccini rimangono l'unica strada per poter uscire dalla pandemia e tornare alla normalità. In italia si sta pensando di introdurre una sorta di obbligo vaccinale, anche se non ci sono notizie sicure in questo senso.

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