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Covid-19: ricercatori italiani scoprono perché i bambini si ammalano meno degli adulti

Uno studio dei ricercatori del CEINGE-Biotecnologie Avanzate di Napoli e dell'Università Federico II ha scoperto per quale motivo i bambini risultano meno esposti alle infezioni da Covid-19 rispetto agli adulti.

Salute
Pubblicato il 29 luglio 2021, alle ore 12:00

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Covid-19: ricercatori italiani scoprono perché i bambini si ammalano meno degli adulti

Sin dall’inizio della crisi sanitaria, in molti si sono domandati quale fosse il segreto dei bambini, decisamente meno suscettibili di essere colpiti dal virus SARS-CoV-2 rispetto agli adulti. Ora, a identificare il motivo della loro minore vulnerabilità al virus ci hanno pensato alcuni ricercatori del CEINGE-Biotecnologie Avanzate di Napoli e dell’Università Federico II, attraverso uno studio che sarà presto pubblicato sulla rivista Frontiers in Pediatrics

Come primo passo, gli scienziati hanno analizzato alcuni campioni biologici relativi alle alte vie respiratorie e dell’intestino, ritenute le due principali vie di accesso del virus. Mettendo a confronto i campioni dei bambini con quelli degli adulti, i ricercatori hanno concentrato le loro attenzioni sulla Neuropilina 1, una molecola presente nel tessuto epiteliale del naso, decisamente meno attiva nei pazienti più piccoli. 

Di fatto, è proprio questa molecola presente nelle vie respiratorie a permettere al Covid-19 di infettare l’organismo. La Neuropilina 1 consente infatti l’attacco al recettore ACE-2, utilizzato dalla proteina spike del coronavirus per entrare nelle cellule. I bambini avendo un minor numero di tali recettori, il più delle volte anche se contagiati presentano quadri clinici decisamente più confortanti rispetto alla popolazione adulta.

Come documentato da Roberto Berni Canani, professore di Pediatria dell’Ateneo Federico II e Principal Investigator del CEINGE-Biotecnologie Avanzate che ha capeggiato il gruppo di ricerca, la minor presenza di tale molecola “è in grado di conferire protezione contro il coronavirus nei bambini e si aggiunge ad altri fattori immunologici che stiamo studiando”.

Ciononostante, sarebbe un grave errore abbassare la guardia, soprattutto alla luce delle notizie poco confortanti che riguardano l’aumento dei casi di Covid tra i bambini indonesiani. Se in questo caso a pesare possono essere la malnutrizione e le malattie pregresse, il presidente della Società Italiana Medici Pediatri Giuseppe Mele, intervenuto su Radio Cusano Campus, ha fatto presente che da tempo si riscontrano casi di Long Covid anche nei bambini italiani. A ciò si aggiungono i problemi comportamentali, la perdita del sonno, le difficoltà di concentrazione e l’ansia che causano ulteriori problematiche a livello cardiaco, che con il tempo possono sfociare in una cronicizzazione delle patologie.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - La scoperta legata alla maggior resistenza dei bambini al Covid permette non solo di comprendere quale sia il segreto dei pazienti più piccoli, ma anche di avere un quadro più chiaro sulle caratteristiche del virus. D’altro canto, non è nemmeno da escludere che da tutte queste conoscenze, avremo presto un’arma in più con la quale mettere a punto una possibile cura contro una malattia che non accenna a mollare la presa.

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