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Covid-19, anticorpi monoclonali italiani commercializzati all’estero, l’Aifa: "Servono più dati"

Lo ha precisato l'agenzia italiana del farmaco, che è intervenuta sulla questione che sta facendo discutere l'opinione pubblica, ovvero quella degli anticorpi monoclonali contro Covid-19 prodotti a Latina e commercializzati all'estero.

Salute
Pubblicato il 23 dicembre 2020, alle ore 13:58

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Covid-19, anticorpi monoclonali italiani commercializzati all’estero, l’Aifa: "Servono più dati"

L’agenzia del farmaco italiana, l’Aifa, nelle scorse ore ha voluto precisare la questione degli anticorpi monoclonali prodotti a Latina dall’azienda Lilly. Si tratta di un medicinale che potrebbe essere utile nella lotta contro il Covid-19. La direzione dell’Aifa ha precisato che per il momento il farmaco non verrà distribuito in dosi massicce in Italia, anche perché “servono più dati” per capire quale sia l’anticorpo migliore da distribuire nel nostro Paese. Non si tratta, insomma, di questioni burocratiche ma di normali tempi scientifici che servono a far capire agli esperti quale sia la cura migliore da adottare. 

La questione degli anticorpi monoclonali prodotti in Italia e non utilizzati su larga scala nel nostro Paese, in queste settimane sta spaccando l’opinione pubblica, e anche alcumi immunologi si sono espressi sulla vicenda, come la dottoressa Antonella Viola, la quale pensa che questo ritardo nell’uso della cura sia “sorprendente”. Lo stesso Nicola Magrini, direttore di Aifa, ha smentito categoricamente che i monoclonali non siano stati utilizzati per usi compassionevoli negli ospedali. L’esperto ha spiegato che questa terapia solitamente si somministra all’inizio dei sintomi e il paziente utilizzando gli anticorpi monoclonali si può curare tranquillamente a casa, senza far ricorso agli ospedali andando così ad intasare le strutture. 

In Italia servono altri accertamenti

Ci vorranno quindi i tempi tecnici previsti per far sì che la cura venga resa disponibile anche in Italia su larga scala. Concetto Vasta, direttore affari istituzionali dell’azienda farmaceutica americana Lilly, ha spiegato a Il Giornale che l’azienda ha in produzione degli anticorpi monoclonali che potrebbero essere pronti del tutto già nel 2021. Questo farmaco, inoltre, ed è sicuramente una buona notizia, ha buone probabilità di funzionare anche sulla variante “inglese” del Covid-19. 

In altri Paesi del mondo l’autorizzazione a usare questa cura è stata già data, si pensi ad esempio agli Stati Uniti, dove la Fda ha dato il via libera all’uso degli anticorpi monoclonali come terapia per curare l’infezione provocata dal Sars-CoV-2. Gli studi clinici condotti in queste nazioni diranno se il farmaco ha gli effetti sperati sui pazienti. Bisognerà comunque forse aspettare la primavera inoltrata perché il medicinale venga distribuito in maniera massiccia nel nostro Paese. 

Intanto la Bsp Pharmaceuticals di Latina ha cominciato a produrre già da questo mese di dicembre 100.000 dosi al mese dell’anticorpo monoclonale chiamato “bamlanivimab” e destinato a Stati Uniti, Canada, Israele e Ungheria, tutte nazioni dove l’uso del medicinale è stato approvato dagli esperti. Bisogna tenere presente che in Italia un altro progetto simile viene portato dall’Università di Siena, in particolare dall’èquipe di Rino Rappuoli. La produzione di questo anticorpo monoclonale, però, non potrà avvenire prima di marzo. 

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Gli anticorpi monoclonali possono davvero essere importanti per la lotta al Covid-19, ma ancora non si conosce bene la loro efficacia. Gli esperti continuano a ribadire che ci vuole molta cautela, anche se in altre nazioni del mondo, proprio per via dell'emergenza sanitaria, si è deciso di utilizzarli come terapia nei pazienti affetti da Covid.

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