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Coronavirus: scoperti "super diffusori" del virus

Alcune persone trasmettono il virus più di altre. Una persona solitamente contagia 2-3 persone, mentre i "super diffusori" ne contagiano anche 15, com'è successo a un operatore sanitario ora ricoverato in gravi condizioni.

Salute
Pubblicato il 6 febbraio 2020, alle ore 09:09

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Coronavirus: scoperti "super diffusori" del virus

Fonti sanitarie cinesi riferiscono che sono stati individuati alcuni soggetti che trasmettono l’infezione da coronavirus a più individui rispetto alla media: sono i “super spreader”. Se di solito una persona infetta contagia altre due, tre persone, questi ne infettano 15.

La Cina, che ancora non ha un completo controllo della situazione creata dal coronavirus, sta però cercando di monitorare l’epidemia. Una delle attenzioni è rivolta ai “super spreader”, ossia ai soggetti “super diffusori” dell’infezione. Queste persone “possono trasmettere il virus più velocemente e a più soggetti rispetto ad altri“, scrive il virologo Roberto Burioni nella pagina web Medical Facts. Il numero di persone, R0, che solitamente una persona infetta da coronavirus può contagiare è di 2 o 3. 

Nell’est della Cina sta accadendo qualcosa di insolito. A Xuzhou, città della provincia di Jiangsu della Cina orientale, dieci pazienti infetti erano stati a stretto contatto con una sola persona infetta, ciò significa che un solo individuo ne ha contagiati dieci. Un altro caso simile è avvenuto a Xinyu, città della provincia di Jiangxi, dove, secondo alcuni “un solo operatore sanitario di 43 anni, ricoverato in condizioni critiche in ospedale, abbia da solo infettato 15 dei 17 nuovi casi verificatisi in città” si legge sempre nello stesso articolo.

Il fenomeno del R0 di diffusione del virus diverso da persona a persona era stato rilevato anche durante l’epidemia di SARS. Allora una commissione di esperti, scienziati ed epidemiologi, stabilì che 8 era “il numero di casi di trasmissione necessari per identificare un super diffusore” scrive il virologo Burioni. In quel “Vedremo per questo nuovo coronavirus” del virologo si intuisce che ancora non è stato definito il numero per definire un “super diffusore” dell’infezione coronavirus.

Per interrompere la catena dell’infezione è necessario isolare i casi e risalire a tutti coloro che sono stati a contatto con la persona contagiata. Il fatto che alcuni contagiati riescano a contagiare più di due o tre persone complica il tentativo di interrompere la catena. 

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Cosa ne pensa l’autore
Marilena Carraro

Marilena Carraro - Io partirei ringraziando queste persone che dedicano il loro tempo alla ricerca per comprendere e sconfiggere il diffondersi di un virus. Di solito i virus creano agitazione, insicurezza, sospetto tra le persone. Questi studiosi, al contrario del sentire comune, prendo in mano le provette e affrontano il virus. Con lo stesso coraggio affermano anche: "Le mascherine non proteggono dal virus", come riferiscono i giornali in questi giorni.

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