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Coronavirus, l’immunità dei pazienti guariti dura solo un mese

A suggerirlo è uno studio realizzato dai ricercatori cinesi della Scuola di Medicina della Nanjing University: anche chi sconfigge il Coronavirus, a distanza di un mese può ammalarsi di nuovo.

Salute
Pubblicato il 16 settembre 2020, alle ore 14:10

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Coronavirus, l’immunità dei pazienti guariti dura solo un mese

L’immunità raggiunta dai pazienti che guariscono dal Sars-CoV-2 è limitata a circa un mese. A sentenziare quella che non è certo una bella notizia, è stato un gruppo di ricercatori della Scuola di Medicina della Nanjing University. Per arrivare a tale conclusione, il team di scienziati si è focalizzato su quella che nell’arco di 7 settimane era la produzione di anticorpi di 19 pazienti non gravi e 7 gravi.

Dalle loro analisi è stato possibile concludere che in un caso su cinque, il paziente che veniva dimesso non aveva gli anticorpi necessari per far fronte alla malattia. Più precisamente, il 20% del campione non avrebbe mai sviluppato delle difese idonee a contrastare il diffondersi della malattia.

Come da loro osservato, “i livelli del sistema immunitario sono scesi significativamente tra le tre e le quattro settimane successive, suggerendo una vulnerabilità dei soggetti al coronavirus quanto quella prima del contagio iniziale”. In queste circostanze, il corpo non avrebbe più memoria della malattia, che potrebbe rimanifestarsi come se non fosse mai stata contratta in precedenza.

I risultati sono stati contestati da diversi esperti in materia tra cui Andrea Crisanti, professore ordinario di microbiologia dell’Università di Padova, che basandosi sui dati raccolti a Vo’ Euganeo, è arrivato a stimare la durata dell’immunità in circa 5 o 6 mesi, periodo che per gli asintomatici risulterebbe però molto più breve.

Le sue conclusioni sono state corroborate da un recente studio che ha visto come protagonisti alcuni esperti dell’Università di Amsterdam. Questi ultimi, focalizzandosi sui mali di stagione riconducibili a quattro diversi ceppi di coronavirus che causano infezioni al tratto respiratorio, hanno scoperto che i tempi di reinfezione possono essere molto brevi, stimati in circa 6 mesi.

Saremmo quindi fronte ad un lasso di tempo molto ridotto, ma non così limitato come suggerito invece dai colleghi cinesi. Se per analogia il dato fosse applicabile anche alla Sars-CoV-2, è logico concludere che indifferentemente dalle conclusioni raggiunte dagli scienziati cinesi o olandesi, ogni anno ci si potrebbe ammalare come nel caso del comune raffreddore.

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Cosa ne pensa l’autore
Antonio Sorice

Antonio Sorice - Se la protezione garantita dal sistema immunitario di chi guarisce dal Coronavirus è limitata a soli 6 mesi, il rischio di potersi ammalare di nuovo è più che mai concreto. Di ciò ne dovrebbe tener conto sia l’industria farmaceutica che è concentrata nella ricerca di un vaccino, ma soprattutto chi propone di raggiungere l’immunità di gregge esponendo la popolazione al contagio volontario, soluzione che alla luce di questa scoperta sarebbe tanto pericolosa quanto inutile.

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