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Coronavirus, individuato il meccanismo d’azione

Una scoperta made in Italy riguardante il meccanismo d'azione del Coronavirus, che potrà portare importanti avanzamenti nella ricerca di un vaccino efficace.

Salute
Pubblicato il 26 luglio 2020, alle ore 12:48

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Coronavirus, individuato il meccanismo d’azione

Nonostante sembra che tutto sia ritornato alla normalità, le attività commerciali hanno ripreso a tamburo battente, i locali sono oramai sono tutti aperti, ancora tanti sono i medici che invitano alla prudenza, in quanto il nemico invisibile, meglio noto come Coronavirus, è tutt’altro che sconfitto. Ancora lontani dal rilascio di un vaccino che sia efficace e poco nocivo allo stesso tempo, i ricercatori stanno compiendo passi da gigante nella comprensione dei meccanismi d’azione del virus.

Di recente infatti è stata annunciata un’importante scoperta made in Italy, precisamente presso l’Università Sapienza di Roma da Francesco Violi, docente ordinario di Medicina Interna e direttore della prima Clinica medica del Policlinico Umberto I. A breve la ricerca verrà pubblicata anche sulla rivista scientifica Redox Biology.

Il professor Violi, grazie anche alla collaborazione di Claudio Maria Mastroianni e Francesco Pugliese dello stesso Policlinico, ha di recente annunciato che sono giunti alla comprensione di un meccanismo molto importante del Coronavirus, in grado di giustificare alcune delle sintomatologie che il paziente manifesta una volta contratta l’infezione virale.

A tal proposito infatti, Violi dichiara: “Siamo andati dietro le quinte della malattia e abbiamo capito cosa aziona i danni all’intero organismo, abbiamo scoperto che il SarsCov2 entra nelle cellule dell’organismo umano attraverso un enzima, la proteina Ace2 che è presente nell’organismo stesso“. 

Il professore chiarisce che tale enzima Ace2 verrebbe poi inattivato dal virus, comportando una massiva vasocostrizione, insieme ad un aumento repentino degli indici infiammatori, in quanto l’enzima succitato ha la capacità, non solo di inattivare l’angiotensina, che di suo è un forte vasocostrittore, ma aumenta anche l’enzima Nox2, responsabile della produzione di radicali liberi, notoriamente dannosi per le cellule.

Secondo Violi, l’esito finale da parte del virus, sarebbe quindi un forte danneggiamento dei vasi sanguigni, con ingenti rischi di trombosi. Una scoperta da non sottovalutare, tanto che il professore ha poi concluso che l’essere giunti a questa nuova comprensione fisiopatologica: “apre la strada alla messa a punto di nuove armi terapeutiche contro gli effetti gravi della Covid-19 e può essere un percorso per individuare una cura per il futuro in attesa del vaccino e del suo impiego su scala globale“.

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Cosa ne pensa l’autore
Carmine Solmonese

Carmine Solmonese - Una scoperta davvero importante, segno che la ricerca non si è ancora data per vinta, che si sta continuando a combattere in maniera estenuate e senza sosta, contro questo nemico invisibile. Non si può ancora cantare vittoria, ma scoperte del genere di certo danno un forte segno di speranza alla realizzazione di un vaccino efficace.

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