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Coronavirus, i tempi per sviluppare il vaccino

Dilaga la preoccupazione per il Coronavirus, la comunità scientifica si sta movimentando per la costruzione di un vaccino efficace.

Salute
Pubblicato il 25 febbraio 2020, alle ore 10:59

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Coronavirus, i tempi per sviluppare il vaccino

Non si arresta il numero di vittime per il Coronavirus, che sale a 7. L’ultimo è stato un uomo di 62 anni, con altre comorbidità, ovvero insufficienza renale e polmonare. Sale inoltre a 229 il numero di contagi in Italia. Numeri che destano preoccupazione e sprofondano la popolazione nel panico.

La corsa alle provviste, le scorte di gel disinfettante, l’acquisto di mascherine, sono solo alcuni dei sintomi da isteria del Coronavirus. Nonostante la comunità scientifica inviti a mantenere la calma, affermando che il virus è letale solo nelle persone anziane o immunodepressi, in tanti sono seriamente impauriti dagli effetti della malattia.

Intanto è iniziata la campagna di sviluppo di un vaccino, come afferma Walter Ricciardi, membro dell’esecutivo dell’organizzazione della sanità, ma pare che per avere un medicinale sicuro e stabile bisogna attendere almeno un paio d’anni, un tempo davvero lungo.

Ricciardi, inoltre, ne spiega la motivazione di un tempo così protratto, affermando: “I vaccini tradizionali per l’influenza non hanno alcun effetto perché il vaccino va studiato specificatamente per questo nuovo coronavirus. Per questo dobbiamo lavorare ancora un paio di anni“.

La popolazione si chiede ancora come sia potuto accadere che il virus sia penetrato in Italia, ma la spiegazione è presto detta sempre da Ricciardi, che afferma che il virus è stato trasportato da persone affette, entrate in contatto con il virus, avendo frequentato luoghi ad alto rischio di contagio, e rientrate in Italia. Non essendo state intercettate in tempo, hanno ripreso la loro attività quotidiana e il virus è riuscito a contagiare anche in Italia.

Le raccomandazioni da parte della sanità sono rimaste le stesse, lavarsi spesso le mani, evitare di frequentare posti affollati, e di entrare in contatto diretto con le persone. Alcune manovre di attenzione possono fare la differenza in questo periodo, evitando così il contagio, cercando anche di rafforzare il proprio sistema immunitario.

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Cosa ne pensa l’autore
Carmine Solmonese

Carmine Solmonese - La cosa importante è cercare di non andare nel panico. Ci sono stati altri virus che hanno fatto più vittime in meno tempo, bisogna dunque mantenere la calma e rispettare le norme igieniche. Per il vaccino ci vorranno ancora 2 anni, quindi non rimane che attendere che l'epidemia venga controllata.

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