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Coronavirus, danni irreversibili ai polmoni per il 30% dei pazienti guariti

Un soggetto che è stato affetto da Covid-19 impiegherà quasi un anno prima di poter recuperare definitivamente la funzionalità del proprio apparato respiratorio, altri invece non la recupereranno mai totalmente.

Salute
Pubblicato il 26 maggio 2020, alle ore 19:28

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Coronavirus, danni irreversibili ai polmoni per il 30% dei pazienti guariti

La Società Italiana di Pneumologia ha condotto uno studio sui pazienti guariti dal Coronavirus. I risultati di questa ricerca sono stati resi noti nella giornata del 26 maggio: confrontando i dati dei soggetti italiani che sono stati affetti da Coronavirus con quelli ottenuti attraverso i medici cinesi, riguardanti pazienti colpiti dalla SARS nel 2003, è emerso che su dieci pazienti guariti tre avranno danni irreversibili a carico dell’apparato polmonare. È stato spiegato che uno dei problemi più diffusi riguarda la fibrosi polmonare.

È emerso da questa ricerca che l’aggressività del virus in alcuni soggetti potrebbe lasciare i suoi segni nel tessuto che compone i polmoni, causandone una mutazione: il tessuto infatti diventerebbe più rigido e non assolverebbe alle sue funzioni. Dunque i pneumologi e gli esperti temono che la fibrosi polmonare possa essere una delle malattie più diffuse dei prossimi anni. Allo stato attuale non si hanno prove certe, però valutando lo stato di salute di soggetti che sono stati affetti da SARS, si teme che anche il Covid-19 possa lasciare strascichi simili, causando danni per tutta la vita.

Stato di salute post Covid a confronto con la SARS 

I medici hanno notato come molti degenti che hanno subito un ricovero o sono stati intubati, abbiano riscontrato parecchie difficoltà respiratorie, che quasi sicuramente non scompariranno in breve tempo. Sempre secondo il materiale fornito da medici cinesi, i pazienti che erano affetti dalla SARS, a distanza di sette mesi, presentavano ancora patologie a carico dell’apparato respiratorio riscontrabili facilmente attraverso una radiografia.

Questi referti, oltre a comunicare lo stato di salute dei polmoni dei pazienti, denotavano la difficoltà degli stessi a respirare perché il volume polmonare risultava notevolmente ridotto e ciò provocava una maggior fatica per loro nell’effettuare sforzi. Anche una semplice passeggiata risultava difficile da affrontare.

Fibrosi polmonare in soggetti giovani e tempi di recupero

Questa condizione non ha colpito esclusivamente persone con uno stato di salute compromesso, bensì è sorta anche fra soggetti giovani per una percentuale variabile tra il 30% e 70%. I medici cinesi inoltre hanno confermato che nei  pazienti che sono stati colpiti dal Covid-19 è stata diagnosticata una fibrosi polmonare, dunque una sorta di grossa cicatrice che impedisce il regolare funzionamento dell’apparato respiratorio, segnando per sempre lo stato di salute di chi ne è affetto.

Secondo una stima effettuata dagli esperti, un soggetto che è stato colpito dal Coronavirus  impiega dai sei mesi a quasi un anno prima di poter recuperare tutte le funzionalità. Nel caso in cui, invece, un soggetto non dovesse recuperare potrebbe anche necessitare di una cura di ossigeno direttamente a casa propria.

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Cosa ne pensa l’autore
Stefania Giovinazzo

Stefania Giovinazzo - I nostri medici sono in gamba e lo hanno dimostrato attraverso l'emergenza sanitaria che ha colpito il nostro Paese, dobbiamo solo avere fiducia in loro e nella scienza. Non appena scopriranno quale vaccino sarà in grado di inibirlo, il Coronavirus sarà solo un brutto ricordo, che però allo stesso tempo ci ha fatto capire forse più che mai quali sono le nostre esigenze.

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