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Coronavirus, bollettino Italia: oggi 5 novembre 21.052 nuovi contagi e 662 decessi

Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 194.984 tamponi. Cala di meno 1.042 unità il numero dei pazienti ricoveri con sintomi nei reparti ordinari, segno meno anche per le terapie intensive che registrano un calo di 50 unità. Rapporto positivi/test al 10,8%

Salute
Pubblicato il 5 dicembre 2020, alle ore 19:54

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Coronavirus, bollettino Italia: oggi 5 novembre 21.052 nuovi contagi e 662 decessi

La pandemia provocata dal coronavirus Sars-CoV-2 continua a diffondersi in tutto il mondo, e l’Italia resta tra i paesi più colpiti dall’emergenza sanitaria. Tuttavia nelle ultime settimane il numero di contagi sta diminuendo, non quello dei decessi, purtroppo, che continua a rimanere molto alto. Oggi 5 novembre il Ministero della Sanità, nel suo consueto bollettino giornaliero, registra 21.052 nuovi casi di infezione e 662 decessi a causa del Covid sul territorio nazionale. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 194.984 tamponi. I ricoverati con sintomi nei reparti ordinari calano di 1.042 unità.

Giù anche il numero dei ricoverati in terapia intensiva di 50 unità.  Il tasso di positività si attesta attualmente al 10,8%, questo dato rimane stabile come nei giorni precedenti. I casi attualmente positivi sono 754.169. Di questi, 30.158 sono i pazienti ricoverati in ospedale con sintomi e 3.517 quelli in terapia intensiva. Dall’inizio della pandemia in Italia sono state trovate 1.709.991 persone positive al Sars-Cov-2.

Contagi in calo in Lombardia, preoccupa la Puglia

In sostanza su tutto il territorio nazionale l’epidemia pare stia rallentando. Su base giornaliera la Lombardia resta la regione più colpita dal virus, con 3.148 contagi registrati nelle ultime 24 ore. Seguono il Piemonte e la Campania, rispettivamente con 1.456 e 1.521 contagi registrati nella giornata appena trascorsa. Continua a destare preoccupazione la Puglia, che oggi 5 dicembre fa registrare 1.884 contagi da Sars-CoV-2. Qui cala in maniera consistente il numero dei decessi, che solo nella giornata di ieri hanno fatto registrare 78 unità, mentre nelle ultime 24 ore sono 28.  La situazione a livello nazionale comunque rimane ancora seria, anche se con numeri che, rispetto al mese di ottobre e novembre soprattutto, sono in lieve miglioramento.

Il Ministero della Salute, insieme alle altre autorità governative, invita la gente a rispettare le regole per poter evitare il contagio. La gente ha l’obbligo infatti di indossare la mascherina sia nei luoghi pubblici che negli spazi all’aperto: tutto ciò deve essere unito ad una frequente igienizzazione delle mani.

Da domani 6 dicembre 5 regioni in zona gialla

Intanto il Ministro della Salute, Roberto Speranza, ha firmato nella giornata di ieri 4 dicembre una nuova ordinanza, che indica le nuove fasce di rischio in cui verranno inserite alcune zone. Le regioni Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Marche, Puglia e Umbria passeranno da zona arancione a zona gialla, mentre Toscana, Valle D’Aosta e Alto Adige passeranno da area rossa ad area arancione. Per quanto riguarda le prossime festività di Natale il Governo ha varato un nuovo Dpcm che regolerà le attività che si potranno fare.

Entro il 25 dicembre tutte le regioni italiane dovrebbero quindi diventare zone gialle, ma dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 non ci si potrà spostare tra regioni e comuni, questo al fine di evitare situazioni di pericolo che possano far aumentare i contagi, con conseguente innalzamento della curva epidemica. Resta confermato il coprifuoco notturno dalle ore 22:00 e fino alle 6:00 del mattino: nella giornata di Capodanno quest’orario slitterà di un’ora e il divieto di spostamento sarà valido fino alle 7:00.

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Cosa ne pensa l’autore
Federico Sanapo

Federico Sanapo - Continua il calo dei contagi, ma come ribadiscono le autorità sanitarie bisogna prestare massima ancora massima attenzione, in quanto non siamo fuori pericolo. Le restrizioni dureranno ancora per diverso tempo, per cui bisognerà imparare a convivere con il virus almeno fino a quando non ci sarà un vaccino o una cura. I primi vaccini in Italia dovrebbero comunque arrivare entro la metà di gennaio. Questa battaglia la vinciamo tutti insieme se continuiamo a rispettare le regole.

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