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"Come mi vedi?", lo slogan per la Giornata Nazionale della Sindrome di Down

La Giornata Nazionale della Sindrome di Down, che si terrà il 21 marzo, ha come slogan il modo di vedersi dei portatori di questa sindrome che troppo spesso sono vittima dell'ignoranza delle persone.

Salute
Pubblicato il 21 marzo 2016, alle ore 16:16

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"Come mi vedi?", lo slogan per la Giornata Nazionale della Sindrome di Down

Troppo spesso, ultimamente, ci siamo trovati a parlare di disinformazione riguardo la Sindrome di Down; dalla lettera di un padre che ha fatto commuovere il web andando a finire al primo ristorante aperto a Brescia gestito interamente dai ragazzi affetti da Trisomia di Down.

Quest’anno la Giornata Nazionale della Sindrome di Down si terrà il 21 marzo, non perché nella data odierna inizia la primavera, bensì perché la data è rappresentata dai numeri 21/3: non tutti sanno infatti che la Sindrome di Down si chiama ufficialmente Trisomia 21, che è caratterizzata dalla presenza di un cromosoma in più, 3, nella coppia cromosomica numero 21.
Quindi, le persone affette dalla Sindrome di Down hanno materiale genetico in più, non certo in meno; questo dovrebbe bastare a tutte quelle persone che reputano diverse da loro in modo negativo chi è affetto da questa esuberanza cromosomica.

Il motto, istituito a livello internazionale per questa giornata, è “How Do You See Me?” (trad.: “Come mi vedi?” n.d.a.) ed è un inno alla diversità ed alla gioia che ogni persona sente nell’apprendere di essere unica.

Il video spiega che chi è affetto da Sindrome di Down si vede come un figlio, una moglie, un amico, una sorella, come una persona qualsiasi: molto più ‘normale’ di chi si reputa tale. Il video che è stato scelto come simbolo e che porta lo stesso titolo, è raggiungibile su youtube e già conta migliaia di visualizzazioni. L’intento è quello di sensibilizzare l’opinione pubblica riguardo alla diversità e alle capacità di ognuno di noi, senza stare lì a contare il numero di cromosomi.

Particolarmente toccanti sono le parole divulgate via Facebook da Martina Fuga, madre di un ragazzo affetto da Sindrome di Down, con le quali spiega che siamo stati educati a temere quello che è lontano e diverso, ma quell’educazione obsoleta è cambiata e sia l’informazione che la conoscenza hanno fatto in modo di portare, finalmente, un nuovo modo di vedere questi ragazzi.

Gli hashtag ufficiali sono #HowDoYouSeeMe e #WDSD16 e fin dal loro lancio sono diventati dei veri e propri tormentoni, accompagnando video e post di solidarietà: diverso non è più sisnonimo di paura e disprezzo, ma è diventato sinonimo di bellezza, rispetto e amore.

Cosa ne pensa l’autore
Gaetano De Paola

Gaetano De Paola - Credo che l'ignoranza delle persone sia enorme, soprattutto riguardo questo tema. Conosco moltissime persone affette da questa sindrome e, devo essere sincero, il problema è soltanto nostro. Loro si vedono come sorelle, come figli, come persone normali e così dovremmo vederli anche noi. E' inaccettabile che ancora nel mondo ci siano persone che discriminano chi è affetto da Sindrome di Down e credo che sia ancora più assurdo che ci siano delle discriminazioni in genere. La storia dovrebbe averci insegnato che non portano a nulla di buono.

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Commenti
Rosa Botta
Rosa Botta

24 marzo 2016 - 19:11:04

Condivido in pieno il tuo pensiero!

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