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Chi cammina lentamente tende ad invecchiare prima

Secondo un recente studio condotto presso il Duke University King’s College, camminare lentamente porta ad un invecchiamento, anche cerebrale, più rapido.

Salute
Pubblicato il 1 dicembre 2019, alle ore 23:48

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Chi cammina lentamente tende ad invecchiare prima

Secondo un nuovo studio pubblicato su JAMA Network Open ed eseguito dai ricercatori della Duke University King’s College, la velocità con cui camminiamo ci dà indicazioni abbastanza dettagliate sul nostro processo di invecchiamento biologo. Infatti, dobbiamo ricordare che nell’atto del camminare sono coinvolti inevitabilmente l’apparato cardiovascolare, quello respiratorio, l’apparato motorio e il metabolismo.

Nel merito di questo studio, i ricercatori hanno scoperto in particolare che le persone che camminano più lentamente invecchiano più velocemente e questo vale anche per il cervello, che, analizzato con risonanza magnetica, è risultato essere meno attivo ed elastico rispetto a quello delle persone con andatura più sostenuta.

Per arrivare a questa conclusione gli scienziati si sono basati sui dati raccolti nell’ambito di una studio a cui hanno partecipato circa un migliaio di uomini e donne nati nel 1972-1973 della città di Dunedin, in Nuova Zelanda. I partecipanti allo studio sono stati seguiti dalla loro nascita e sono stati sottoposti periodicamente a test fisici e cognitivi e a scansioni cerebrali, fino ad arrivare all’ultimo monitoraggio lo scorso aprile, quando i partecipanti avevano 45 anni.

I vari test hanno appunto evidenziato segni di invecchiamento cerebrale maggiori nelle persone con camminata più lenta: una riduzione del volume cerebrale e dello spessore corticale, una minore superficie del cervello, lesioni associate alla malattia dei vasi cerebrali…Anche polmoni, denti e sistema immunitario sono risultati in condizioni peggiori. E per concludere, i più lenti erano anche quelli che all’apparenza sembravano un po’ meno giovani degli altri, seppure loro coetanei.

Line J.H. Rasmussen, primo autore della ricerca, ha commentato: “La cosa davvero sorprendente è che questo accade nelle persone di 45 anni, non nei pazienti geriatrici, che sono quelli che di solito vengono valutati in questo modo”.

Terrie E. Moffitt, professore di Psicologia all’università Nannerl O. Keohane e di Sviluppo sociale alla Duke University King’s College, ha aggiunto: “I medici sanno che i camminatori lenti tra settanta e ottanta anni tendono a morire prima dei camminatori veloci, ma questo studio ha preso in esame il periodo che va dall’età prescolare alla mezza età scoprendo che una camminata lenta è un segno problematico decenni prima della vecchiaia”.

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Cosa ne pensa l’autore
Francesca Paola Scimenes

Francesca Paola Scimenes - Ritengo che questa ricerca sia molto interessante, perchè mette in relazione la velocità della nostra camminata con le fasi del nostro processo di invecchiamento. Trovo interessante questa ricerca anche perchè non tratta solo di declino cognitivo e cerebrale ma anche di quello fisico, quindi di aspetti più evidenti della persona.

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